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Voucher Baby Sitter e Asilo Nido: “partite” le domande per il 2016

voucher-Inps-baby-sitterL’INPS ha pubblicato l’avviso contenente tutte le indicazioni per la domanda dei voucher asilo nido e baby sitter 2016 . L’agevolazione introdotta dalla Riforma del Lavoro Fornero (legge 28 giugno 2012, n.92) per il triennio 2013 -2015 è stata, infatti, confermata dalla Legge di stabilità anche per l’anno in corso : c’è di nuovo che la presentazione delle domande in esame può avvenire con procedura telematica. Vediamo allora cosa c’è da sapere sull’argomento, sia sotto il profilo formale che sostanziale, insieme alla nostra esperta di fiducia il dottore commercialista Ermelinda Costabile, socio fondatore nonché responsabile dello Studio Associato Commerciale Tributario C&P Account Management con sedi a Roma e Tivoli.
 
Dott.ssa Costabile, ci spieghi innanzitutto di che agevolazione si tratta.
Parliamo della possibilità per la madre lavoratrice di richiedere  dei voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting oppure un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, da utilizzare negli 11 mesi successivi al termine del congedo di maternità obbligatorio. L’importo del contributo è di 600,00 euro mensili ed è erogato per un periodo massimo di sei mesi (tre mesi per le lavoratrici iscritte alla gestione separata) in alternativa alla fruizione del congedo parentale, comportando conseguentemente la rinuncia dello stesso da parte della lavoratrice.
Quali sono, in particolare, le lavoratrici ammesse al beneficio?
Il bonus è riconosciuto a favore delle lavoratrici dipendenti di amministrazioni pubbliche o di privati datori di lavoro. Qualora la lavoratrice abbia già fruito parzialmente del congedo parentale, ha facoltà di richiedere il voucher per un numero di mesi che risulta pari al congedo non ancora usufruito. Beneficiarie del voucher sono anche le lavoratrici in part-time, per quali il contributo viene, però, proporzionato all’orario di lavoro, in riferimento alla relativa tabella INPS.
Quali , invece, le lavoratrici non ammesse?
Non sono ammesse al bonus le lavoratrici autonome. In questo caso la legge di Stabilità 2016 ha comunque previsto un voucher diverso per un arco temporale massimo di 3 mesi da fruire entro il primo anno di vita del bambino oppure entro un anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato.
Ci sono dei limiti importanti da considerare.
Esatto. Bisogna assolutamente prestare attenzione al fatto che le domande saranno accolte dall’INPS fino ad esaurimento delle risorse, che quest’anno ammontano a 20 milioni di euro. Per inviare le domande c’è tempo fino al 31 dicembre 2016 e ai fini dell’ammissione il parametro di base rimane, appunto, l’ordine cronologico con cui verranno presentate le istanze.
Come va presentata la domanda?
L’INPS ha reso noto che è disponibile la procedura telematica per la presentazione delle domande in esame   perciò si può far riferimento ai servizi del portale accedendo tramite PIN dispositivo. Alternativamente, si può presentare domanda rivolgendosi ai patronati.
Qual è la procedura telematica?
Partendo dalla homepage del sito dell’INPS, bisogna accedere alla sezione Servizi per il cittadino; procedere all’ autenticazione con PIN; cliccare invio domande di prestazioni a sostegno del reddito e scegliere voucher o contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia. In particolare, nell’istanza la lavoratrice dovrà non solo indicare a quale dei due benefici intende accedere e il periodo di fruizione (specificando il numero di mesi), ma altresì dichiarare la rinuncia al corrispondente numero di mesi di congedo parentale e di aver presentato la dichiarazione ISEE valida.
La madre lavoratrice come saprà se la sua domanda è stata accolta o meno?
Il provvedimento di accoglimento o di rigetto della domanda sarà comunicato e all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) indicato dalla lavoratrice all’atto della presentazione della domanda. Tale provvedimento sarà, in ogni caso, sempre consultabile sul portale dell’INPS.
Parliamo ora delle modalità di erogazione del contributo . Iniziamo dai vaucher baby sitter.
Il contributo concesso per il pagamento dei servizi di baby sitting viene erogato attraverso il sistema di buoni lavoro. L’Istituto, pertanto, erogherà 600 euro in voucher, per ogni mese di congedo parentale non fruito dalla lavoratrice. I voucher sono unicamente cartacei e dovranno essere ritirati dalla madre lavoratrice presso la sede provinciale INPS territorialmente competente, individuata in base alla residenza o al domicilio temporaneo dichiarato nella domanda di accesso a tale prestazione. Si potrà scegliere se ritirarli in un’unica soluzione oppure scegliere di ritirarne solo una parte o ritirarli con cadenza mensile, indicando espressamente il codice fiscale del figlio per cui è concesso il beneficio.
Una volta ottenuti i vaucher quali sono gli adempimenti necessari per poterne usufruire concretamente?
La madre lavoratrice potrà spendere detti voucher entro la scadenza degli stessi purché, prima dell’inizio della prestazione lavorativa del servizio di baby sitting, effettui la comunicazione preventiva di inizio prestazione, indicando oltre al proprio codice fiscale, il codice fiscale della prestatrice, il luogo di svolgimento della prestazione e le date presunte di inizio e di fine dell’attività lavorativa. Potrà farlo contattando il contact center Inps/Inail, utilizzando il numero di fax gratuito INAIL , attraverso il sito www.inail.it /Sezione ‘Punto cliente’ o la sede INPS. Va ricordato inoltre che al termine della prestazione lavorativa, la madre lavoratrice, prima di consegnare alla baby sitter i voucher , provvede ad intestarli, scrivendo su ciascun buono lavoro, negli appositi spazi, il proprio codice fiscale, il codice fiscale del beneficiario, il periodo della relativa prestazione e convalidando il buono con la propria firma.
La baby sitter come potrà riscuoterli?
Il prestatore/prestatrice del servizio di baby sitting può riscuotere il corrispettivo dei buoni lavoro ricevuti, intestati e sottoscritti dalla committente, presentandoli all’incasso , dopo averli convalidati con la propria firma , presso qualsiasi ufficio postale ed esibendo un valido documento di riconoscimento, entro e non oltre i 24 mesi dalla data di emissione del voucher.
Qual è, invece, la modalità di erogazione del vaucher asilo nido?
Il contributo per la fruizione della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati viene erogato attraverso pagamento diretto alla struttura scolastica prescelta dalla madre, dietro esibizione, da parte della struttura stessa, della documentazione attestante l’effettiva fruizione del servizio e fino a concorrenza dell’importo di 600 euro mensili, per ogni mese di congedo parentale non fruito dalla lavoratrice.
Ci sono dei limiti nella scelta della struttura?
Sì. Detto contributo sarà erogato esclusivamente se il servizio per l’infanzia viene svolto da una struttura scolastica scelta dalla lavoratrice tra quelle presenti in un apposito elenco, che l’INPS provvede a formare annualmente sulla base delle adesioni delle strutture stesse ad apposito bando. L’elenco viene pubblicato sul sito web istituzionale (www.inps.it), affinché la madre lavoratrice, prima di presentare la domanda di ammissione al beneficio, possa verificare la presenza in elenco della struttura scolastica presso cui ha iscritto il figlio.
Ultima modifica ilVenerdì, 18 Marzo 2016 10:21
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