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GUIDONIA - Case comunali, invalido vuole illuminare il box auto a sue spese: nessuno risponde

Guidonia disagioNei box auto non c’è la corrente elettrica da quando furono assegnati gli alloggi. Oggi, a distanza di 34 anni e con la vecchiaia che avanza, Antonio Rossomanno vorrebbe effettuare un nuovo regolare allaccio per non dover più entrare ed uscire dal garage utilizzando una torcia. Più facile a dirsi che a farsi, almeno per come la racconta l’anziano giardiniere in pensione invalido al cento per cento, dal 1984 assegnatario di una casa comunale al civico 29 di via Alessandro Guidoni, a Guidonia Centro, con annesso posto auto all’interno del garage situato al civico 47 della stessa strada. 
“Da sette mesi in Comune mi fanno girare come una trottola da un ufficio all’altro senza risultato”, si sfoga il 68enne. Il punto è molto semplice. A novembre Antonio Rossomanno presenta richiesta via mail all’Enel per una nuova fornitura di energia elettrica per usi diversi dalle abitazioni e l’Ente gestore gli fornisce il modulo da riempire con i dati precisi: data e luogo di nascita dell’intestatario, residenza, via e numero civico dell’immobile al quale fornire la corrente, ma soprattutto il nome della società costruttrice, il numero e la data di rilascio del permesso di costruire. “Un rebus - commenta l’invalido - A me è il Comune che ha assegnato casa, per cui sempre il Comune deve fornirmi questi dati”. Così, tra novembre e dicembre, Rossomanno si è presentato per la prima volta in Municipio, convinto di risolvere la pratica. “All’inizio i dipendenti mi hanno riso in faccia - attacca il pensionato - Poi mi recai al Centro commerciale La Triade a Colle Fiorito e sono riuscito a parlare col dirigente ai Lavori pubblici Marco Simoncini, che a sua volta mi suggerì di chiedere informazioni all’Ufficio Urbanistica a piazza Matteotti. Peggio che andar di notte, perché mi hanno fatto girare vari uffici nessuno dei quali sapeva come risolvermi il problema”. A quel punto, il 19 gennaio Antonio Rossomanno ha deciso di protocollare una nota scritta al dirigente Simoncini, ribadendo di avere necessità di avere la corrente perché a suo tempo, all’epoca delle assegnazioni delle case popolari, nessuno se ne interessò. “Oggi che necessita - ha scritto in sintesi il 68enne nella medesima nota alla quale ha allegato il modulo da compilare per l’allaccio - mi vengono negate alcune informazioni burocratiche, non capisco se per mancanza di conoscenza o di volontà. Enel vuole tali informazione per adempiere alla mia richiesta di nuovo allaccio, penso che un cittadino che paga le tasse ha diritto a fare tale richiesta in un Comune che si rispetti. Spero che con questa nota si risolva il quesito e che mi si restituisca fiducia nelle istituzioni”. Ma chi di speranze vive, disperato muore, recita un vecchio proverbio. “Sono passati tre mesi - conclude Rossomanno - farò l’ennesimo tentativo in settimana, dopodiché vado dai carabinieri e denuncio”. (ma. sa.)
Ultima modifica ilGiovedì, 19 Aprile 2018 12:22
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