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Cave Guidonia - Il MISE e Unindustria: intervenga la Regione

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  I cavatori hanno montato le tende nella piazza del Comune. Linea dura contro linea dura.

Di fronte alla irremovibilità, incapacità o impossibilità del sindaco Michel Barbet nel trovare una soluzione per la vertenza cave, i lavoratori dopo giornate di scioperi e cortei, l'ultimo mercoledì 12 settembre, hanno organizzato un presidio fisso sotto Palazzo Guidoni. Barbet, come promesso, poi, si è appellato al Mise per tentare di dare una risposta ai dieci giorni di proteste e scioperi degli operai. Un Sos lanciato mentre chiude cave di travertino: prima è toccato alla Str di Filippo Lippiello, e lunedì a una cava di Mario Caucci.

Dal piazzale lavoratori e imprenditori monitorano i movimenti della politica. Mercoledì pomeriggio ha fatto visita al sindaco Barbet il Sottosegretario allo Sviluppo economico, Andrea Cioffi, accompagnato dal deputato di collegio Sebastiano Cubeddu (M5S). <<Sono qui>> ha precisato poi Cioffi agli operai <<prima di tutto per far sentire la presenza dello Stato. Cercheremo di interagire con la Regione per individuare la strada migliore. Obiettivo: il lavoro nel rispetto della legalità>. <<Belle parole, nel frattempo cosa mangiamo?>>, hanno ribattuto gli operai. E se Cubeddu si è affidato a Di Maio (<<La presenza dello Stato è un fatto concreto. Il Mise, che ha come ministro del lavoro Luigi Di Maio, ora sta seguendo questa vicenda>>), Cioffi ha puntato a scaricare sulla Pisana: <<La Regione, in qualità di concedente delle autorizzazioni, si deve assumere la responsabilità>>. In Comune poi sono arrivati anche il senatore Maurizio Gasbarri (FI) insieme alla consigliera regionale del partito Laura Cartaginese. <<Guidonia è paralizzata>> ha detto Gasparri tirando pure lui in ballo la Pisana, <<Stasera chiamo Zingaretti. Dobbiamo intervenire tutti. Magari anche con un’audizione parlamentare di sindaco e imprenditori>>.

Dalla protesta in piazza, intanto, i cavatori sono passati al presidio fisso, sostenuti da Cgil, Cisl e Uil, compatti. <Non si possono cancellare duemila anni di storia per una politica locale che non è in grado o non vuole assumersi responsabilità>> hanno dichiarato i portavoce dei sindacati Remo Vernile, Daniele Mancini e Claudio Coltella. Intanto sulle cave di travertino del distretto pende l'ascia di un'altra decina di pre-dinieghi su proroghe e autorizzazioni, che potrebbero trasformarsi in altrettante chiusure. Asserragliati in Comune i pentastellati accusano le aziende di gravi inadempienze le aziende, mentre dall'altra gli imprenditori denunciano <<interpretazioni normative singolari>>.

L'UNINDUSTRIA

Sulla vertenza è intervenuta anche Unindustria: <<Quello del Comune di Guidonia>>, ha denunciato l'unione degli industriali e delle imprese regionale <<è un comportamento che francamente ci lascia molto perplessi anche perché avviene a pochi giorni dall’Accordo avvenuto a Taranto sull’Ilva, che dimostra come la politica, quando vuole, riesca a trovare soluzioni per uscire da difficilissime situazioni di stallo. L’atteggiamento del Comune si sta invece dimostrando completamente miope e peraltro difforme dall’adiacente Comune di Tivoli>>. Unindustria, per superare questa situazione, auspica fortemente che si torni quanto prima al Tavolo regionale istituito dall’Assessore alle attività produttive Gian Paolo Manzella, solo così potremmo salvaguardare sia le attività colpite dai provvedimenti comunali, sia evitare che la chiusura del comparto determini un gravissimo dissesto idrogeologico dell’area.

 Viola Mancini

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Ultima modifica ilGiovedì, 13 Settembre 2018 12:11
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