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Guidonia - Cave, ecco perché la chiusura di STR è illegittima

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  La legge parla chiaro: prima di chiudere una cava Comune e Regione avrebbero dovuto effettuare verifiche congiunte.
Ma l’unica verifica fu eseguita ad occhio nudo e soltanto dall’amministrazione comunale. Per questo oggi, mercoledì 10 ottobre, la Sezione Seconda Bis del Tar del Lazio ha annullato la revoca dell’autorizzazione alla coltivazione della cava della Str.
Ecco le motivazioni per le quali il Presidente Elena Stanizzi e l’estensore Brunella Bruno hanno accolto il ricorso della società di Filippo Lippiello, un ricorso - scrivono i giudici amministrativi - che “ad un primo esame presenta profili di fondatezza”.
La fondatezza sta nel fatto che “l’attività, sia pur limitata al completamento del piano di coltivazione ed al recupero ambientale, non si è conclusa, stante la presentazuone di una nuova istanza di proroga dell’autorizzazione ai sensi dell’articolo 16 bis del Regolamento regionale 14 aprile 2005 numero 5 che espressamente stabilisce al comma 5 la prosecuzione dell’attività estrattiva già autorizzata fino alla definizione del procedimento di rinnovo da parte del Comune o della Regione, nell’ipotesi in cui, come nella fattispecie, l’istanza sia stata presentata almeno tre mesi prima della scadenza del titolo autorizzatorio) il cui procedimento non consta essere stato ancora definito, nonostante il relativo avvio risalga al 5 agosto 2016”.
Ma non è tutto. “Precedentemente all’adozione del provvedimento di revoca - annotano i giudici del Tar - non è stata mossa alcuna contestazione alla ricorrente ai sensi dell’art. 16, lett. b) della l.r. n. 17 del 2004”.
E ancora: “Nel bilanciamento dei delicati interessi, pubblici e privati, implicati, debba essere assicurata la prosecuzione dell’attività di recupero ambientale, cui la ricorrente è tenuta; pertanto, sussistono i presupposti per l’accoglimento della domanda cautelare, con conseguente sospensione del provvedimento di revoca impugnato, sino alla conclusione del procedimento avente ad oggetto la proroga dell’autorizzazione, avviato con l’istanza presentata in data 5 agosto 2016, con onere, a cura della parte più diligente, di immediata comunicazione del relativo provvedimento definitivo a questo Giudice”.
Le spese legali saranno compensate in considerazione delle peculiarità della fattispecie e delle incertezze correlate alla sussistenza di verifiche ancora in corso di svolgimento da parte dell’amministrazione regionale. Domani, giovedì 11, nella cava della Str si presenteranno i tecnici della Regione Lazio accompagnati dai colleghi del Comune e dai militari della Guardia Forestale.
 
Ultima modifica ilMercoledì, 10 Ottobre 2018 17:10
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