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Lo sai che..

Lo sai che.. (91)

Lo sai che: La leggenda delle streghe e della notte di Natale nella Valle dell’Aniene

Lo sai cheCon la ricorrenza dell’8 dicembre è cominciato il periodo delle feste di Natale che ci accompagnerà per un mese. E’ il momento dell’anno più atteso per molti, soprattutto da coloro che non vogliono rinunciare a un’atmosfera magica, ricca di suggestione e richiami ad eventi religiosi e sociali (mercatini e addobbi su tutti), la cui tradizione è rimasta intatta negli anni.

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Lo sai che: un re leggendario ha contribuito a dare il nome al Fiume Aniene

aniene river by marcofiorilli-d8b6mcdCon i suoi 99 km, l’ Aniene è uno dei fiumi più rappresentativi del Lazio. Nasce a Filettino, in provincia di Frosinone e si snoda, con il suo corso, anche nel nordest romano, attraversando città importanti come Subiaco (con scorci paesaggistici bellissimi lungo la via Tiburtina) e Tivoli (dove le sue acque, deviate, danno vita alle splendide cascate artificiali) prima di sfociare a Roma e immergersi nel Tevere, di cui è uno dei principali affluenti.

 

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Lo sai che: cos'è il Montarozzo del Barco

Lo-sai-che28Lapis tiburtinus lo chiamavano i Romani, i primi a praticare l’estrazione e l’utilizzo a scopi civili del Travertino di Tivoli, materiale da costruzione utilizzato per l’edificazione di alcuni dei monumenti più importanti della Capitale dell’impero, tra cui, su tutti, il Colosseo, il Pantheon e il Teatro Marcello. Si stima che solo per la parte esterna del Colosseo siano stati utilizzati più di 100mila metri cubi di travertino dell’antica Tibur, levigato dai blocchi che arrivano a Roma trasportati sull’Aniene.

 

Era uno sfruttamento intensivo, di fatto industriale, quello praticato dai Romani alle cave di travertino tiburtine. All’epoca le tecniche di estrazione non erano avanzate come quelle odierne. La manodopera utilizzata era prevalentemente schiavizzata e mandata in quei luoghi a lavorare in condizione estreme e con pochi mezzi a disposizione. Furono proprio quegli schiavi, tuttavia, a creare quella che è diventato, a distanza di due millenni, uno dei luoghi più caratteristici delle cave, in particolare di quella del Barco, la più antica dell’area tiburtina e quella maggiormente sfruttata dai Romani.

 

E’ proprio qui che sorge quello che può essere considerato un vero e proprio monumento dell’archeologia industriale, ovvero il cosiddetto Montarozzo del Barco, una collinetta di origine antropogenica (quindi creata dall’uomo) tramite gli scarti della lavorazione del travertino che, accumulatisi nel corso degli anni, hanno formato un vero e proprio habitat naturale popolato da una vegetazione ricca e variegata.

 

Malgrado le sue piccole dimensioni, il Montarozzo – come si legge in uno studio condotto da Marco Giardini – annovera ben 268 entità floristiche, 266 delle quali di rango specifico. Tra queste spiccano la Iberis Pinnata, una pianta con fiori bianchi rarissima nel Lazio e la Sesleria Autumnalis, una graminacea sempreverde dal fogliame chiaro che cresce prevalentemente in altura e che quindi rappresenta un’eccezione per una collinetta di bassa quota.

 

Proprio per la presenza di queste specie naturali, sono state approntati dei provvedementi atti a conservare il più possibile l’integrità del luogo che è divenuto un Sito di Importanza Comunitaria (SIC 6030033), con la conseguente adozione di misure di tutela stringenti della flora esistente.

 

Questa breve presentazione è già sufficiente per evidenziare come il Montarozzo del Barco sia a tutti gli effetti una rarità naturalistica-archeologica che si inserisce, peraltro, in un’area di già grande bellezza come quella dei travertini delle Acque Albule in cui geologia, botanica e archeologia si fondono in un paesaggio di grande fascino e interesse storico.

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Lo sai che: ...a Palombara Sabina si trova il castello più grande del Lazio

castellaPalombaraCon i suoi 13mila abitanti Palombara Sabina è uno dei comuni più grandi dell’hinterland tiburtino. Posto  a ridosso della Via Tiburtina e della Salaria, Palombara è sede istituzionale del Parco dei Monti Lucretili e organizza, ogni anno a giugno, la famigerata Sagra della Cerase, uno degli eventi culinari-folkloristici più importanti  del Lazio.  
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Lo sai che: i tanti calciatori originari di Tivoli, Guidonia, Monterotondo e dintorni...

Lo-sai-cheCalciatoriTivoliDopo aver trattato a lungo di arte, cultura e bellezze paesaggistiche del nostro territorio, oggi dedichiamo un nuovo capitolo della nostra rubrica al calcio, soffermandoci su alcuni calciatori originari del nordest romano che hanno militato o militano tuttora in Serie A, B e categorie minori.

 


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Lo sai che … il 10 ottobre 2010 un noto attore italiano è deceduto a Tivoli

loSaiCheAngeloInfantiEra un assolato martedì di inizio ottobre quando, nel pomeriggio, le agenzie di stampa pubblicarono la notizia della scomparsa dell’attore Angelo Infanti. Rimasi subito sorpreso nello scoprire che il fatto era accaduto a Tivoli, più precisamente nell’ospedale cittadino, dove Infanti, residente nella vicina Zagarolo era stato precedentemente ricoverato per un attacco cardiaco.  
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Lo sai che... Le gesta di Tiburto eroe dell’antichità che ha dato il nome a Tivoli

TiburtoTibur Superbum la chiamavano gli antichi per ribadire l’unicità di una storia millenaria che rende Tivoli una delle città più ricche di storie del Lazio e di tutta Italia. Una storia quella tiburtina che si ammanta anche di numerose leggende. Tra queste non può non essere citata quella di Tiburno, personaggio epico che si narra abbia contribuito all’attuale denominazione della città.

 

 

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Lo sai che Subiaco ha unito i destini di Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI

subiacoStorie di Papi. Ogni epoca della cristianità ha molto da raccontare sulle vicende dei Pontefici che si sono succeduti in Vaticano. Una tradizione che è proseguita anche nel nuovo millennio con vicissitudini, curiosità e aneddoti che hanno trovato sui social network un ulteriore canale di diffusione.
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Lo sai che Villa d’Este precede importanti monumenti nella classifica dei luoghi d’arte più visitati d’Italia

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In un periodo di crisi economica, ormai perdurante da anni, il Turismo continua a rappresentare uno dei pochi settori in crescita nel nostro Paese. Merito, ovviamente, dell’immenso patrimonio culturale che fa dell’Italia uno dei luoghi più ambiti dai turisti di tutto il mondo che, affiancandosi a quelli nostrani, popolano le città d’arte (e non solo) per tutto l’anno, nonostante qualche disservizio di troppo e un’accoglienza, in non pochi casi, non del tutto soddisfacente e commisurata alla bellezza e al prestigio dei siti interessati.


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