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Lo sapevate che Orazio, il poeta del Carpe Diem, aveva una Villa a Licenza

orazio“Carpe Diem”, tante volte ci è capitato di sentire o leggere quest’espressione in lingua latina liberamente tradotta in “Cogli l’Attimo” come un invito a pensare al presente, all’oggi e a non preoccuparci del futuro che non possiamo né determinare né conoscere. A coniare quello che è divenuto un autentico motto e una filosofia di vita per molti, è stato il poeta romano Quinto Orazio Flacco (65-8 a.c.) in una delle sue 103 Odi suddivise in 4 libri.

Personalità molto apprezzata e conosciuta nella Roma augustea, Orazio, amante dell’otium e del riposo, possedeva alcune residenze lontano dall’ambiente caotico dell’allora capitale dell’Impero. Una di esse era ed è tuttora ubicata nell’Alta Valle dell’Aniene, nei pressi di Licenza, paese di circa mille abitanti, tra le province di Roma e Rieti.
La Villa suddetta era stata donata a Orazio da Gaio Mecenate, consigliere personale e amico dell’imperatore Augusto, passato alla storia per la sua propensione a incoraggiare l’arte, la letteratura e coloro coinvolti fattivamente in tali attività. Orazio, alla stregua del celebre Virgilio, fu uno degli autori più vicini a Mecenate che ne assecondò il costante desiderio di quiete e indipendenza con questo dono molto gradito al poeta.
Della Villa originaria non restano che ruderi e vestigia, riaffiorati in seguito alle varie campagne di scavo archeologico avvenute nel secolo scorso. I resti riemersi sono sufficienti, tuttavia, a delineare quella che poteva essere la struttura della residenza. Verosimilmente essa si estendeva su un’area di circa 40 ettari, posta su una collina, che comprendeva anche terreni circostanti destinati al pascolo e all’agricoltura. L’abitazione era disposta su un unico piano con più di 10 stanze. Dagli scavi sono riemerse pavimentazioni a mosaico con motivi geometrici, uno dei maggiori elementi di sfarzo della Villa insieme a un impianto termale simile ai balneum costruiti in città e a un quadriportico che immetteva nel giardino. Ulteriori resti della Villa, tra cui frammenti con decorazioni marmoree, materiale ceramico e intonaci sono tuttora conservati in uno spazio museale allestito nel centro storico di Licenza.
Quella di Licenza non dovrebbe essere l’unica residenza di ozio posseduta da Orazio lontano da Roma. Pare infatti che il poeta ne avesse un’altra, in Sabina, nell’attuale territorio del comune di Vacone. Qui, in seguito a scavi archeologici, è emersa una villa romana strutturata in modo simile a quella licentina. L’attribuzione a Orazio è tuttavia ancora da confermare.
 
 Alessandro Bianchi
Ultima modifica ilMartedì, 10 Gennaio 2017 19:51
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