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Lo sapevate che un imperatore romano si fece costruire uno stabilimento termale a Bagni

albule2Nella nostra rubrica ci siamo soffermati in più di un’occasione sulla storia delle Acque Albule di Tivoli e su come esse siano state apprezzate, specie in epoca romana, da imperatori e altri dignitari dell’Urbe per le loro proprietà benefiche nei  trattamenti terapeutici antinfiammatori, antibatterici e per la cura di patologie dermatologiche, urinarie e dell’apparato respiratorio.
Pensate che le acque sulfuree erano così rinomate che uno dei più rinomati imperatori dell’antica Roma, Cesare Ottaviano Augusto, si fece costruire un enorme stabilimento termale nei pressi dei due laghi  Regina e Colonnelle, dalle cui sorgenti scaturiscono le benefiche acquee tiburtine ora convogliate nelle Terme di Bagni. A costruire gli edifici e le altre strutture che dovevano garantire il maggior agio possibile all’Imperatore fu Marco Vipsanio Agrippa, il genero dello stesso Cesare Augusto nonché costruttore di uno dei monumenti attualmente più visitati di Roma, il Pantheon.
Agrippa, tenendo fede allo sfarzo tipico della Roma imperiale, consegnò a Cesare Augusto un complesso termale degno dello status dell’illustre committente. La struttura era composta da quattro edifici con copertura a cupola uniti tra loro da portici con colonnato. All’interno erano situati i bagni con vista sui laghetti sulfurei e l’area circostante. Cesare Augusto si recava periodicamente in quel luogo. Del resto l’imperatore era cagionevole di salute e soffrire di artrite e reumatismi, entrambe patologie che trovavano momentaneo sollievo immergendosi nelle calde acque di Bagni.
L’esistenza delle termee augustee tiburtine  è confermata  da varie testimonianze storiche che ribadiscono la magnificenza di quegli edifici.  Su di esse, ad esempio, hanno scritto Vitruvio e Marziale. Il primo le cita in uno dei libri del De Architettura. Marziale, invece, le descrive in uno dei suoi epigrammi, soffermandosi sulla maestosità delle Terme da cui “lievi vapori fuoriuscivano da bianche onde.”
Come altri monumenti romani anche le Terme di Agrippa a Bagni andarono incontro a un inesorabile decadimento nel corso degli anni. Allorchè i fasti dell’età imperiale divennero un lontano ricordo, anche le Terme augustee si avviarono alla stessa sorte. Con il tempo infatti, la mancata manutenzione e il controllo delle acque provocarono crolli distruttivi negli edifici mentre la canalizzazione non più efficace comportò la distruzione dei Bagni che si trasformarono in un’area paludosa.
Di quelle Terme oggi non rimane che qualche rudere. E’ verosimile che nelle vicinanze sorgesse la villa della Regina Zenobia nella quale la sovrana di Palmira, tenuta in ostaggio dall’imperatore Aureliano, trascorse i suoi giorni fino alla morte che dovrebbe essere avvenuta proprio a Tivoli nel 275. Non a caso i ruderi delle Terme di Agrippa sono conosciuti anche con il nome di “Bagni della Regina”
Ultima modifica ilMartedì, 12 Settembre 2017 18:03
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