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Lo sai che: un re leggendario ha contribuito a dare il nome al Fiume Aniene

aniene river by marcofiorilli-d8b6mcdCon i suoi 99 km, l’ Aniene è uno dei fiumi più rappresentativi del Lazio. Nasce a Filettino, in provincia di Frosinone e si snoda, con il suo corso, anche nel nordest romano, attraversando città importanti come Subiaco (con scorci paesaggistici bellissimi lungo la via Tiburtina) e Tivoli (dove le sue acque, deviate, danno vita alle splendide cascate artificiali) prima di sfociare a Roma e immergersi nel Tevere, di cui è uno dei principali affluenti.

 

Sono tanti gli aspetti storico-naturalistici di cui potremmo scrivere riguardo l’Aniene. Ci soffermiamo, invece, su un particolare curioso che ha a che fare con il suo nome, il quale non deriva da riferimenti geografici o toponomastici bensì da una leggenda che risale addirittura a un’epoca precedente la fondazione di Roma. A tramandarcela lo storico latino Plutarco. Si narra che un re di origine etrusca, Anio, avesse una figlia, Salea alla quale era molto legato. La fanciulla, per la sua bellezza, aveva non pochi spasimanti. Tra questi anche uno degli uomini più fedeli al padre, Cateto, il quale, per soddisfare il proprio desiderio d’amore non esitò a rapire Salea. In seguito alla scomparsa della figlia, Anio, molto scosso per l’avvenimento radunò un gruppo di soldati e decise di vendicare l’affronto partendo alla ricerca di Salea. L’avventura di Anio si rivelò più difficile del previsto e si complicò definitivamente quando il re, con i suoi uomini, giunse sulle rive del fiume Parensio (così era chiamato precedentemente l’Aniene). Qui un violento nubifragio gonfiò a tal punto le acque del fiume che era impossibile attraversarlo. Incurante del pericolo, Anio, decise di provarci ma la forza delle acque era così forte e indomabile che lo travolse. In un attimo Anio e il suo cavallo vennero inghiottiti dall’Aniene e di loro si perse ogni traccia. A imperitura memoria del gesto eroico di Anio, tuttora, il fiume che ne ha causato la morte ha mutato il nome in suo onore. Peraltro, la leggenda non si è esaurita solo nel racconto delle gesta del re etrusco. Tra finzione e realtà, infatti, si racconta anche che, quando il fiume Aniene è in piena, in alcuni tratti del suo corso, è possibile udire, mentre la corrente travolge tutto quello che incontra, il lamento di Anio, disperato, per non essere riuscito a ritrovare la sua bella e tanto amata figlia Salea.

 

Di Alessandro Bianchi

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultima modifica ilLunedì, 04 Dicembre 2017 13:00
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