Vietato morire nei week end Le salme “parcheggiate” in deposito: non si tumula

28 / 11 / 2012

di Marcello Santarelli
Vanta i costi dei loculi e le tariffe di tumulazione più elevati di tutto il Nordest. Eppure, morire nel fine settimana a Tivoli è ancora più proibitivo. Perché? Semplice, prima di finire dentro al loculo, si passa il sabato e la domenica in deposito.E’ accaduto a una donna di 38 anni originaria di Villalba, mamma di una bimba e moglie di un coetaneo tiburtino, deceduta

dopo una lunga malattia alle 6,30 di venerdì mattina 16 novembre presso l’ospedale “San Giovanni Evangelista”.
A portare alla ribalta il caso della signora è Cesare Pagnotta, imprenditore del settore funerario che ha gestito l’estremo addio alla 38enne e organizzato le esequie celebrate sabato mattina alle 11,15 nella chiesa di San Biagio a Tivoli.
Al termine della cerimonia, però, Pagnotta s’è trovato davanti allo stesso problema di sempre, quello cioè di non poter tumulare le salme di chi scompare dopo mezzogiorno del venerdì. Inutile raccontare lo sconforto che si è aggiunto al dolore per i parenti della donna, in particolare per il marito che a poche ore dal suo ultimo respiro si era presentato all’ufficio cimiteriale con gli occhi velati di pianto e con 3 mila 700 euro in contanti per acquistare un fornetto di terza fila.
Sperava così di rendere una degna sepoltura alla sua amata, senza sapere quello che gli sarebbe toccato l’indomani. Tant’è che sabato, una volta scoperto l’anomalo orario in vigore al camposanto di via Empolitana, il marito della donna si era rivolto all’operaio comunale addetto alle tumulazioni, guardacaso suo condomino che gli aveva dato la sua disponibilità.
Se non fosse – pare – che dagli uffici di Palazzo San Bernardino non gli abbiano dato l’ok. Così il feretro della 38enne è finito 48 ore in deposito, parenti e familiari sono dovuti tornare a casa per ripresentarsi lunedì mattina e completare la sepoltura.
Da parte sua Cesare Pagnotta ha preso carta e penna, inviando un fax di protesta alla redazione di Tiburno elencando in una lettera aperta le mille anomalie del camposanto tiburtino.
“Dove si pagano più diritti per tumulare una salma? – scrive l’imprenditore – A Tivoli. Dove i costi dei loculi sono esorbitanti? A Tivoli. Dove una persona che viene a mancare alle ore 12 di venerdì va a finire al lunedì perché l’ufficio cimiteriale è chiuso? A Tivoli. Il Comune dovrebbe essere più malleabile per queste disgrazie familiari, ma invece non gliene frega assolutamente niente.
Vorrei vedere se dovesse capitare proprio a chi amministra cosa succede, sono sicuro che in quel caso tutto si possa fare. Ricordo a tutti che il cimitero è del popolo che ne usufruisce per tutto l’anno e pertanto è come aprire un ospedale e chiuderlo nei giorni festivi o alle feste comandate”.