Guidonia – Anziane vedove sotto tiro, Raggiro da 2mila euro con la scusa del pc per il figlio

20 / 12 / 2012

Le vittime predestinate sono donne anziane, preferibilmente vedove e con prole. Le abbordano alla guida di un’auto in mezzo alla strada, le incantano con le parole, convincendole di essere amici del figlio al quale devono consegnare un pacco. Un pacco da 2 mila euro che va pagato.

Una tecnica utilizzata venerdì 7 dicembre in piazza Alfredo Barbieri a Guidonia ai danni dell’81enne Benedetta Ronci e replicata venerdì 14 in via Pantano, sempre nel centro cittadino.
Stavolta nella rete del truffatore è finita Anna De Maio, una vedova di 73 anni, mamma di Pierangelo e Mauro Cifelli, 39 e 36 anni, scampata alla “sola” perché la richiesta è stata eccessivamente pretenziosa, esattamente come era già accaduto a Benedetta Ronci.
Entrambi gli episodi sono stati segnalati ai carabinieri della locale Tenenza di largo Centroni e l’identico modus operandi fa presupporre che siano entrambi opera della stessa mano. Stando al racconto di Anna De Maio, il truffatore è entrato in azione verso le 11 di mattina. A quell’ora, dopo una visita medica, la pensionata rincasava a piedi e sotto la pioggia nella sua abitazione di via Natale Palli da dove era uscita circa un’ora prima.
Da viale Roma aveva imboccato via Pantano, claudicando per un intervento alla gamba, con l’ombrello in una mano e un mazzo di fiori nell’altro. Mentre camminava sul lato sinistro della strada è stata affiancata da un’utilitaria Opel di colore grigio diretta verso viale Roma. Al volante c’era un uomo distinto sui 45-50 anni, camicia e maglioncino verde, capelli rasati, occhi grandi e neri, carnagione quasi olivastra, accento romano e leggermente sovrappeso, che ha abbassato il finestrino lato passeggero per parlare con la vittima.
“Lei è la mamma di Pierangelo”, le ha detto il truffatore a bruciapelo, restando al posto di guida. Davanti all’esitazione dell’anziana ha affondato. “Non mi riconosce? Sono venuto spesso anche a casa sua, io ho un negozio di materiale informatico a Palombara Sabina. So che Pierangelo è a Ferrara per lavoro e torna a Natale, mi ha detto di consegnare a lei un computer che costa 2 mila euro. Ci sarebbero da saldare anche 600 euro di una stampante che prese l’ultima volta che è tornato”.
Una raffica di parole ben confezionate e credibili: il nome del figlio, la località in cui lavora, il ritorno previsto a Natale. Eppure, davanti a quella richiesta di denaro Anna De Maio ha esitato.
A quel punto, il balordo ha messo in piedi il “Piano B”, estraendo il cellulare e pigiando l’ultimo numero che aveva chiamato. “Sto contattando Pierangelo così ci parla direttamente”, ha detto porgendo il telefono all’orecchio della 73enne.
“Mamma stai tranquilla, dagli i duemila euro per il computer più i seicento per la stampante. Poi ci penso io”, l’ha rassicurata l’interlocutore dall’altro capo del telefono.
“Ma io non ce li ho, dove li prendo?”, ha chiesto la signora Anna al truffatore in auto, che subito le ha proposto di salire a bordo per farsi accompagnare in banca.
Eppure, neanche allora la vittima ha desistito proponendogli di raggiungerla a casa per regolare i conti. Quando ha capito che il piano era sfumato, l’uomo ha ingranato la marcia ed è sparito mentre la pensionata ha telefonato al figlio.
La stessa reazione avuta una settimana prima da Benedetta Ronci, pure lei claudicante e deambulante con un bastone per un incidente alla gamba subito all’interno di un supermercato della zona, che subito dopo la tentata truffa aveva chiamato il figlio Enrico Ronci.
Il 57enne dipendente comunale ed ex presidente dell’associazione camperisti Guidonia ha tappezzato piazza Barbieri e le limitrofe strade di Colle Largo con dei manifesti per allertare la popolazione.
“Attenzione stanno circolando in zona persone che propongono consegna pacchi e truffe. Chiedono anche informazioni sulla presenza di familiari nell’abitazione. Diffidare e avvisare immediatamente le forze dell’ordine”.

Marcello Santarelli