Sant’Angelo – Costretto a demolire il rustico costruito per il figlio

 

ravicini-gabrieleVoleva solo costruire un rustico per farci abitare temporaneamente il figlio che doveva sposarsi e non aveva una casette tutta per sé. Ma il Tar (Tribunale amministrativo regionale per il Lazio lo ha condannato a demolire il manufatto abusivo ed a ripristinare lo stato dei luoghi.
Gabriele Ravicini, 62enne di Guidonia Montecelio, commerciante di professione, è il padre premuroso che si era adoperato per costruire la casetta al figlio maschio nelle campagne di Sant’Angelo Romano, in località Quarticciolo.

«Sono proprietario di questo terreno di famiglia e all’epoca dei fatti, intendo nel 2007, mio figlio necessitava di una collocazione perché intendeva impegnarsi seriamente con una ragazza – racconta Ravicini – E così avevo già costruito regolarmente un ricovero attrezzi ad uso agricolo, sei metri per sei. Ho pensato di allestirne un altro attaccato alla precedente struttura che aveva tutte le autorizzazioni e concessioni. Riesco a costruire l’altro rustico pur sapendo che era abusivo, ma solo di 38 metri quadrati difforme. Il manufatto che ho costruito è senza rifiniture e secondo la sentenza del Tar, emessa a fine anno 2012, dovrò demolirlo – spiega Ravicini – Ma io ho solo cercato di rendere bella una vecchia struttura per renderla abitabile. Fortunatamente ora mio figlio sta bene, nel senso che ha trovato una casa idonea a lui e alla sua compagna. Comunque, mi rendo conto di aver costruito abusivamente e per legge dovrò demolire tutto».
La sorpresa a casa Ravicini è datata settembre 2007, quando a fargli visita a Quarticciolo sono venuti i Carabinieri. I militari verificarono lo stato dei lavori e intimavano la loro sospensione su segnalazione della Procura di Tivoli.
Ed appena un mese dopo, 29 ottobre sempre del 2007, l’ordinanza emessa dal comune di Sant’Angelo Romano, con la quale di ordinava la demolizione delle opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi.
«In base alle direttive dei tecnici professionisti del settore ho cercato di far condonare il manufatto in base ad un articolo di legge. Inoltre non rientro neppure nel nuovo “piano casa”, così mi è stato detto – sottolinea Ravicini – Ma forse è meglio così, questa vicenda è finita. Si è vero sono stato condannato a demolire, ma senza spese a carico. Quello che voglio far presente è che nella zona delle campagne del comune di Sant’Angelo Romano vige una situazione di quasi totale abusivismo o comunque una situazione ai limiti della legge. Tutto si può sanare, però. La mia storia rappresenta solo una goccia in un mare di casi critici e ben più gravi. Io ho sempre pagato le tasse per regalarizzare il tutto, ma forse non è bastato», sottolinea Ravicini.
Gabriele attende ulteriori approfondimenti sul suo caso, attraverso l’avvocato Colatei. La sentenza del Tar è del 22 novembre, depositata nella segreteria del tribunale lo scorso 7 dicembre.
«Del responso amministrativo riguardo il ricorso respinto ne sono venuto a conoscenza da voi giornalisti, comunque forse è liberatorio », conclude l’uomo.