Tivoli – Aumento pedaggi, Fontana (Pd): “Offrire agevolazioni ai pendolari”

07 / 01 / 2014

Agevolazioni, riduzioni, sgravi. C’è più di una proposta pensata per venire incontro alle esigenze dei pendolari dell’A24 che dall’inizio dell’anno devono fare i conti con l’aumento del pedaggio autostradale. A porre l’accento sulla questione è il segretario del Pd di Tivoli Alessandro Fontana che ha fatto appello al presidente della Commissione Trasporti della Camera Michele Meta per chiedere interventi immediati contro il caro pedaggi.
“Come Partito Democratico di Tivoli – ha spiegato Fontana – non abbiamo alcuna intenzione di accettare passivamente questo stato di cose. Siamo pronti a mobilitarci in tutte le sedi istituzionali e politiche per rivedere questa autentica escalation dei costi di pedaggio dell’A24. Abbiamo già chiesto l’intervento del presidente della commissione trasporti della Camera, Michele Meta, affinché siano previste agevolazioni e forti riduzioni e sgravi dei pedaggi per i pendolari che tutti i i giorni sono costretti a utilizzarel’A24. Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha proposto delle formedi abbonamento. Qualunque soluzione può andare bene, l’importante è che si faccia al più presto. La crisi economica ha messo a dura prova i bilanci delle famiglie, costrette a tirare la cinghia fino all’inverosimile per far quadrare i bilanci. Gli ultimi, pesanti rincari del pedaggio rappresentano un’autentica ingiustizia e un’intollerabile preclusione del diritto alla mobilità”.
“Per percorrere due soli km, dalla barriere di Roma Est fino all’uscita Tivoli Villa Adriana, bisogna pagare 2 euro e 10 centesimi – ha sottolineato Fontana – Per non parlare dei residenti della Valle dell’Aniene che utilizzano il tratto fino a Castel Madama o Vicovaro – Mandela, costretti a sopportare un autentico salasso. Evidente che per i pendolari, obbligati tutti i giorni per motivi di lavoro o di studio a raggiungere la Capitale e tornare a casa la sera, il costo dei pedaggi autostradali ha raggiunto livelli esorbitanti e non più sostenibili. ai quali, vale la pena ricordarlo, bisogna aggiungere anche le spese per il carburante e di manutenzione dell’automobile. In pratica, gran parte dello stipendio viene dilapidato per andare a lavoro e questo è francamente inaccettabile”.