VIDEO INCHIESTA Campi agricoli contaminati ed eternit. A Lunghezzina una nuova terra dei fuochi?

17 / 01 / 2014

La lotta ambientale portata avanti dai residenti che denunciano la presenza di amianto e addirittura materiale ospedaliero nei campi sotto casa. E la paura che siano stati interrati rifiuti ancora più pericolosi. Tra esposti e petizioni popolari si attende l’intervento dell’amministrazione capitolina.

La chiamano già “terra dei fuochi di Lunghezzina”. Forse è un po’ troppo. Se non fosse per il ritrovamento di un campo agricolo pieno di vetri e materiale ospedalieri a pochi passi dalle loro case. Ma non solo. Perché qui si trova anche l’eternit. E fu così che, dopo le lunghe contestazioni dei residenti per la mancanza dei servizi basilari in un quadrante nato già 14 anni fa, oggi gli stessi si ritrovano a lottare per la bonifica ambientale e il diritto alla salute. Ricorsi al Tar, esposti alle istituzioni ed ora una petizione firmata già da un migliaio di persone e indirizzata al Sindaco di Roma, Ignazio Marino, per ottenere un intervento urgente.

Parliamo di amianto. Materiale tossico ritrovato nell’area destinata a parco pubblico (oggi ancora in stato di abbandono) e su una tettoia fortemente deteriorata a pochi metri dai balconi di alcune abitazioni. Già un anno fa alcuni tecnici dell’Ama avevano confermato il timore dei cittadini riguardo l’eternit ritrovato nell’area verde, smaltito probabilmente insieme agli scarti edili di cui è colma e che hanno formato nel tempo delle collinette: “Ci dissero che era necessario effettuare un carotaggio per capire cosa ci fosse anche sotto terra — spiega Antonio Cataldi dell’associazione Nuova Urbe, che ha fatto emergere la situazione attraverso una lettera pubblicata dal quotidiano on-line abitareroma.net -, ma ad oggi non si è visto ancora nessuno”. “Ho avuto modo di incontrare il Sindaco di recente — continua Cataldi -, e visto che è un medico, confido nella sua sensibilità sul tema per una sua visita quanto prima”.
Ma come se non bastasse un residente, a spasso con il proprio cane nei campi limitrofi al quartiere, fa una terribile scoperta: un appezzamento coltivato pieno di vetri e scarti che riconducono a rifiuti farmacologici o ospedalieri. Camminandoci su, si coglie infatti un suono famigliare e che non ci si aspetta mai di percepire su un terreno agricolo. I residenti sono dunque allarmati. Il campo sembrerebbe seminato, e poco distante ci pascolano le pecore. E se negli altri appezzamenti di terra questo scenario surreale non si vede, non si esclude che, nelle viscere più profonde del terreno, ci sia una vecchia discarica abusiva che ora, piano piano, sembra voler tornare in superficie. “Chiediamo un controllo dell’Arpa — tuona Cataldi -, che serva anche a scongiurare le nostre preoccupazioni”. Una richiesta che finora non ha trovato risposta. Ora questi cittadini attendono Marino. Chissà se la visita del Sindaco non possa smuovere l’immobilismo degli ultimi 14 anni, andando a fondo sull’analisi ambientale.

Servizio di Veronica Altimari