Monterotondo – “L’ospedale non si chiude”. Il sindaco attacca la Regione sui presunti tagli

15 / 04 / 2014

Secco e indignato altolà alla Regione dall’amministrazione comunale di Monterotondo. L’indiscrezione, ripresa questa mattina da alcuni organi di stampa, secondo la quale la Giunta Zingaretti sarebbe orientata a riproporre la chiusura del SS Gonfalone nel Piano sanitario per il rientro del deficit sottoposto al Ministero della Salute e al Mef, riceve immediatamente una ferma reazione e l’avvertimento: la mobilitazione per salvare l’ospedale riprenderà più intensa di prima.
“Se questa indiscrezione dovesse rivelarsi una notizia fondata – afferma il sindaco Mauro Alessandri – la Giunta Zingaretti sappia fin d’ora che dovrà confrontarsi con una mobilitazione, istituzionale, politica e popolare, ancora più imponente e determinata di quella già levatasi nei confronti del decreto 80 e dell’amministrazione Polverini. La profonda delusione che viviamo in questo momento sarebbe un’ulteriore stimolo a intensificare quella determinazione alla lotta comunque mai venuta meno in questi anni”.
Il sindaco lancia un appello ai candidati sindaci e alle forze, politiche e civiche, che sostengono le loro candidature affinché, su questa questione di scottante priorità cittadina, vengano superate le legittime logiche di schieramento amplificate dalla campagna elettorale e siano attivate sinergie comuni in vista di una possibile ripresa della mobilitazione.
“Lo abbiamo detto quando governava la Polverini e lo ribadiamo ora con Zingaretti – continua il sindaco – il SS Gonfalone è un bene prioritario per la città e per tutto il territorio che al nostro nosocomio si rivolge soprattutto in caso d’emergenza. Dalla nostra abbiamo dati tecnici incontrovertibili, considerazioni inoppugnabili e la forza della ragionevolezza. La salute, anzi la vita delle persone, non può essere sacrificata sull’altare di logiche economico-finanziarie, tanto più se queste poggiano su quegli stessi errori macroscopici e sulle medesime analisi, confuse, incomplete e miopi, che hanno caratterizzato il decreto 80. Attendiamo comunque da parte dell’amministrazione regionale un immediato chiarimento circa le indiscrezioni apparse oggi sui giornali e, soprattutto, rispetto alle intenzioni sul futuro del nostro ospedale”.