Tivoli – Novantenne in barella da due giorni al pronto soccorso. L’odissea di Franco

25 / 04 / 2014

Due giorni su una barella del pronto soccorso. Franco, residente di Vicovaro, ha novant’anni. Un femore rotto a causa di una caduta dal letto. Un uomo anziano, e dolorante, che ha bisogno di un posto letto, che però non arriva. Una storia di mala sanità a cui è difficile abituarsi senza avere un pugno allo stomaco.
“La cosa incredibile è che quando siamo arrivati all’ospedale di Tivoli, abbiamo dovuto aspettare anche per il posto in barella al pronto soccorso, occupando di conseguenza l’ambulanza che ci ha portato fino a qui per oltre tre ore – racconta Walter Cherubini, il genero di Franco -. E come noi altri tre pazienti. Quindi per più di tre ore, quattro ambulanze sono rimaste obbligatoriamente ferme. Assurdo”. Ma la storia non finisce qui.

 

La lunga attesa
Una storia che fa salire la rabbia, nei giorni in cui il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, parla di un “risanamento della sanità laziale”. Intanto le strutture restano carenti e i pazienti non sanno dove andare per farsi curare. Nemmeno quando c’è un’emergenza. Infatti Franco non è andato direttamente all’ospedale di Tivoli. Prima ha fatto una “tappa” a quello di Subiaco, dove lavora il suo medico, e dove Franco ha potuto avere le prime cure. “Ci sono solo due posti letto in ortopedia a Subiaco – continua il genero -, quindi ci hanno mandati a Tivoli, e a distanza di quasi due giorni non abbiamo ottenuto il ricovero”. E il timore dei familiari è che con la festività del 25 aprile, e poi il weekend, l’attesa possa durare ancora molto.

 

Diniego anche da altre strutture
“Ho quindi provato a contattare altre strutture che potessero ricoverare e operare mio suocero – conclude Cherubini -, anche se non è stato detto in maniera palese, mi è sembrato di capire che non avrebbero preso in carico il paziente visto che la Regione non paga le protesi”. Nel racconto non manca il ringraziamento al personale della struttura tiburtina. Infermieri e medici che hanno fatto tutto quello che potevo per rendere l’attesa di Franco il meno difficile possibile. Ma per un uomo della sua età, con un femore fratturato, non dev’essere certo facile. E l’attesa continua.

Veronica Altimari