Guidonia – “Sogno di coltivare campi di marijuana”. La sfida di Di Berardino

02 / 05 / 2014

Guidonia, città dell’aria. E della marijuana. Immaginate serre e campi all’aperto coltivati a cannabis e l’inconfondibile disegno della foglia campeggiare magari su cartelloni e rivendite autorizzate.

E’ il sogno di Emanuele Di Berardino, 30enne di Colle Fiorito, presidente dell’associazione “Dibby & company cnp”. Emanuele è soprattutto uno dei pochi promotori a livello nazionale per la creazione di una federazione per la promozione della coltivazione della canapa. Un settore che, a suo dire, porterebbe la creazione di centinaia di posti di lavoro, garantirebbe sviluppo e creerebbe ricchezza per il territorio.
“Addirittura lo riqualificherebbe visto che le piantagioni di canapa possono essere utilizzate anche per bonificare aree persino contaminate dai rifiuti” aggiunge per illustrare i tanti punti di vista positivi della sua proposta. L’ostacolo più grande però è che oggi parlare di coltivazione di marijuana rientra più nella sfera dell’illegalità che delle opportunità di realizzare imprenditoria.
“In Europa e negli Stati Uniti è già un diritto acquisito – spiega Emanuele – mentre qui in Italia siamo ancora lontani dal concepire questa libertà. Mi rendo conto che a parlare di coltivazione di canapa uno pensa subito al mondo della droga, dello spaccio, dei reati, ma ormai è ampiamente dimostrato soprattutto dal punto di vista scientifico che dalla canapa possono derivare utilizzi per tantissimi settori della quotidianità”.
Emanuele il suo tempo lo investe allacciando rapporti con professori universitari e scienziati che anche in maniera pubblica si sono esposti dichiarandosi a favore delle coltivazioni. Organizza dibattiti, promuove pubblicazioni e sperimenta nuovi utilizzi che possono essere elaborati e brevettati sfruttando le proprietà della cannabis. “E’ una pianta dalle potenzialità enormi – racconta – si possono produrre prodotti biologici come latte, miele, saponi. addirittura stoffe, carta e combustibili. Il tutto in maniera naturale, nel massimo rispetto dell’ambiente. In più c’è l’aspetto legato alle proprietà farmacologiche, veri e propri scopi terapeutici e ricordiamo che ci sono studi sugli effetti antitumorali della cannabis.
Il mio progetto è vincolato al permesso di coltivazione della canapa a uso edile, cosmetico, farmaceutico, alimentare e industriale per tutti i soci”.
In prospettiva il lavoro per Di Berardino è ancora lungo e complicato, per vedere concretizzare i suoi sforzi tanto dipenderà dalle istituzioni e dalle decisioni dei governi. Nel frattempo con l’associazione no profit che presiede e che presto sarà presente con una sede ufficiale a Guidonia, porta avanti iniziative dedicate ai malati di Crohn a cui è consentito utilizzare a fini medici cannabinoidi e altri rimedi naturali. “Il nostro impegno come associazione non si limita poi solo a questo – spiega Emanuele – portiamo avanti progetti per assistenza e aiuto per le ragazze madri, in difesa delle donne che subiscono violenze fisiche e psicologiche, e ogni tipo di assistenza e collaborazione avviene utilizzando prodotti naturali”.
Il seme, è proprio il caso di dirlo, Emanuele lo ha lanciato a Colle Fiorito. E quartiere dal nome più appropriato proprio non poteva esserci.

Massimo Cimò