Monterotondo – Tombini a cielo aperto e sporcizia. In via Pompili mesi di degrado assoluto

12 / 05 / 2014

DSCN2783Quattro aste di metallo e una rete arancione a delimitarne il perimetro. Questa la soluzione “provvisoria”, adottata dal Comune di Monterotondo, per ognuno dei cinque tombini in ghisa rubati da ignoti tra ottobre e novembre dello scorso anno. Oggi lo scenario non è mutato mentre lo sdegno dei cittadini è andato ad aumentare con il passare del tempo. Il disagio lo vivono residenti e chiunque si trova ad attraversare via Dino Pompili, strada molto transitata da pedoni e automezzi. Basti pensare che nei pressi della via c’è la chiesa di Gesù Operaio, una fermata della linea Cotral, il cantiere per la costruzione del liceo classico Gaio Valerio Catullo e ancora la sede dell’istituto tecnico commerciale e per geometri di via Tirso, che richiama un grande afflusso di giovani. Il passaggio lungo via Dino Pompili per studenti, anziani e madri con bambini, è insomma d’obbligo. Così com’è d’obbligo per i pedoni camminare lungo l’unico marciapiede dissestato, antistante ai tombini a cielo aperto e alle aste di metallo perimetrali, sprovviste persino dei “funghetti” di plastica, ovvero quei tappi che dovrebbero coprirne le estremità sporgenti. Una distrazione di troppo, complice anche l’incuria stradale, potrebbe trasformarsi in qualcosa di più di una banale caduta.
DSCN2786“L’amministrazione dovrebbe fare qualcosa, almeno per i pedoni – si sfoga così Osvaldo Sorbillo, 68 anni, pensionato delle Ferrovie dello Stato -. Ad esempio, spesso le carrozzine con bambini devono scendere e salire dal marciapiede, a causa dei tratti rovinati e delle campane della differenziata che ci stanno sopra. Con i tombini scoperti, diventa ancora più pericoloso, perché c’è sempre il rischio che qualcuno possa finirci dentro. Deve farsi male qualcuno perché siano presi provvedimenti? Siamo cittadini di serie B? Per non parlare dello sporco sulla strada, e delle erbacce dei campi vicini che andrebbero falciate”.DSCN2774
Come spesso accade in queste circostanze, a un problema se ne collega sempre un altro: l’incuria. Cartacce e rifiuti non raccolti sono disseminati lungo le recinzioni, a volte anche sul tratto stradale. Con le piogge degli ultimi mesi, molti di questi sono caduti all’interno dei tombini e ora sono ancora lì, a galleggiare tra le “acque chiare”, sicuramente intasandone il regolare flusso.
DSCN2775“Oltre agli operai che ogni tanto aggiustano le reti, non è stato fatto altro per questa situazione – spiega Claudio Ruffini, 67 anni, pensionato -. Con le piogge degli ultimi mesi, la sporcizia che c’è in giro è sicuramente finita dentro. Quello dei tombini è un problema di sicurezza serio per tutti, ma è anche uno dei tanti problemi di questa strada: quando aprirà il liceo si dovrebbe rivedere la viabilità, rivalorizzare l’attraversamento pedonale di via Dino Pompili, riaggiustare i marmi sbeccati del marciapiede e rifarne il manto. Basterebbe avere un po’ più di senso civico e di responsabilità, sia tra i cittadini che tra chi dovrebbe occuparsi di loro: perché se io pago giustamente le tasse per avere un servizio, gradirei che questo servizio fosse decoroso”.
I residenti non si rassegnano ma si aspettano soluzioni concrete, rapide e sopratutto serie, anche in vista dell’arrivo del caldo, quando i pericolosi tombini si trasformeranno in oasi a cielo aperto per le zanzare. Saprà la politica, per una volta, prevenire invece che curare? Ai cittadini spetta questo verdetto.

Eugenio Nuzzo