Guidonia – E’ morto “Er Pantera”, tra gli arrestati per un colpo da 7 milioni del 2012

19 / 05 / 2014

E’ morto nella clinica San Marco di Latina, dove era stato portato perché oramai allo stadio terminale di una grave malattia. Gianfranco Urbani, “Er Pantera” come lo conoscevano negli ambienti criminali. Nel maggio dell’anno scorso era stato arrestato insieme da altre sei persone per il furto da sette milioni di euro ai danni di un istituto di vigilanza di Guidonia messo a segno nel dicembre 2012.
Er Pantera si era stabilito da tempo nelle campagne di Borgo Sabotino dopo essersi allontanato, almeno apparentemente, dal giro della grossa malavita. Lì scontava i domiciliari con il permesso di recarsi due volte a settimana nella clinica di Latina per curare un tumore ai polomoni. Da una decina di giorni però le sue condizioni si erano ulteriormente aggravate ed era stato necessario il ricovero. Aveva 76 anni, ma era stato uno dei protagonisti di primo piano in quella che fu la banda della Magliana. I funerali si svolgeranno domani pomeriggio nella chiesa del Sacro Cuore a Sabotino. A darne notizia il sito www.corrieredilatina.it

UN BOSS DI PRIMO PIANO

Se in Romanzo Criminale, la storia di Urbani viene usata da Giancarlo De Cataldo per costruire la figura del Puma, lo spessore criminale di Urbani venne descritto in particolare anche in un altro libro, Con il sangue agli occhi, in cui le sue rapine vengono accostate alla perfezione di un’opera d’arte. La sua carriera nella malavita di un certo livello inizia nel 1975, quando si unisce al gruppo del boss Nicolino Selis per rapinare uffici postali, tabaccherie e treni. Nel 1978, seppur carcerato, entra a far parte della nascente Banda della Magliana, ricevendo fin dall’inizio una stecca di trecentomila lire alla settimana. Una volta scarcerato, grazie anche ai suoi contatti con grossi spacciatori thailandesi, si occupò principalmente del
traffico di eroina nelle zone del Prenestino e di Villa Gordiani, ad est della capitale.
All’interno della banda fu anche il punto di contatto e tramite con esponenti di primo piano della ‘Ndrangheta e della mafia catanese, in particolare con il boss Nitto Santapaola. Dopo l’ultimo periodo di detenzione, il boss non più giovanissimo si ritira nella campagna romana ma nel 2007 Urbani viene indagato con Giorgio Ermeti detto “er finestrella” anche lui di Roma e molto noto per il suo spessore criminale, perché considerati gli autori di una rapina a Poggio Mirteto in provincia di Rieti ad una filiale dell’istituto di Credito Cooperativo di Roma, bottino qualche centinaia di migliaia di euro. Nel giugno del 2011 viene prosciolto da tutte le accuse insieme al
suo coimputato per mancanza di prove ma a maggio 2013 viene arrestato nuovamente assieme ad altre 6 persone per il furto da 7 milioni di euro ai danni di un istituto di vigilanza di Guidonia accaduto nel dicembre 2012.