L’intervista – Di Bianca, operaio e poeta: una vita tra fabbrica e viaggi nel mondo

10 / 06 / 2014

Intervista a Luca Di Bianca, 34enne di Guidonia Montecelio, operaio e poeta, scrittore del libro “Il Cacciatore Errante”. Laureato in Scienze Storiche nell’Università La Sapienza di Roma, lavora come operaio e come Tour Coordinator per “Viaggi Avventure nel Mondo”, grazie al quale ha potuto viaggiare in ogni parte del globo e raccogliere le sue esperienze in questa meravigliosa raccolta.

 

Quanto contano i viaggi nella tua vita?
“Il viaggio è per l’anima ciò che il cibo è per il corpo. Una persona cresce in rapporto al luogo in cui vive, un pesciolino rosso in un acquario è destinato a rimanere piccolo perché si adatta al proprio contesto, ma se nuotasse in mare aperto avrebbe l’occasione di diventare più grande. L’acqua assume la forma del contenitore in cui è versata e così l’uomo, se concepisce l’intero pianeta come suo palcoscenico di vita, il suo spirito sarà un tutt’uno con quello del mondo”.

 

di bianca giapponeQuanto si è allargato il tuo acquario e quanto ancora può allargarsi?
“Il mio acquario è l’oceano, dunque infinito e pieno di cose nuove da scoprire. Il motore è la fame di vita, la variante attiva e mai raggiungibile. Non voglio essere mai saturo di vita, perché è proprio l’incompletezza che tende all’infinito”.

 

E’ questo senso di incompletezza positiva che ti rende un cacciatore errante? E cosa significa per te esserlo?
“Il cacciatore errante è l’uomo consapevole della propria natura, cha vagabonda spinto dal desiderio di conoscenza. L’uomo è un cacciatore dal punto di vista esistenziale se “Considera la propria semenza”, una frase che Dante fa dire ad Ulisse nel XXVI canto dell’Inferno, per spronare i suoi uomini alla ricerca della conoscenza e della scoperta. Anche l’errare fa parte della natura dell’uomo. L’uomo nasce in Africa quando si alzò in piedi e iniziò la sua migrazione alla scoperta del mondo. Errare significa anche sbagliare e questo è forse il significato più importante perché l’errore è prezioso più di una perla dal momento che ti offre la possibilità di alzarti da terra con più forza”.

 

Lavorare in fabbrica non è frustrante per uno spirito libero?
“Un uccello che non è mai stato in gabbia non può dirsi consapevolmente libero. Esiste il paradiso perché esiste l’inferno, godiamo perché soffriamo, ridiamo perché piangiamo, ogni cosa ha la sua controparte ed entrambe vanno accettate perché l’una compensa l’altra ed il rifiuto di una annulla ambedue. Anche nei momenti più duri dobbiamo essere capaci di tenere aperta una via di fuga nella nostra testa perché la libertà è comunque uno stato mentale”.

 

Il cacciatore errante si sente mai solo?
“Non si è mai soli perche dentro di noi dimora l’intero universo”.

 

di bianca tibetHai mai incontrato l’amore durante i tuoi viaggi?
“Innanzitutto per incontrare l’amore bisogna essere predisposti, ovvero “lasciare la strada che si percorre sempre aperta per vivere la vita come una scoperta”. Un detto zen dice “apri le mani e tutta la sabbia del deserto scorrerà attraverso di te, chiudile ed avrai solamente pochi granelli di sabbia”. Viaggiare ti fa sentire leggero e non legato ai problemi della quotidianità, ti apre al nuovo che si incontra quindi c’è una predisposizione positiva all’innamoramento, quindi diciamo che la risposta è sì”.

 

Qual è il tuo rapporto con la religione?
“Mahatma Gandhi affermava che le religioni sono come le mille foglie di un albero, ci sembrano tutte differenti ma tutte riconducono allo stesso tronco. Personalmente sono più influenzato dalle religioni orientali, soprattutto dal buddhismo. Per loro Dio è immanente, all’interno delle persone e degli oggetti”.

 

In questo periodo di crisi e ristrettezze economiche, è difficile viaggiare spesso e per lunghi periodi. Cosa diresti ad un giovane disoccupato che vorrebbe viaggiare?
“Oggi ad un giovane disoccupato, con profondo rammarico e tristezza, direi di cercare fortuna altrove. l’Italia è il paese più bello del mondo ma purtroppo è mal governato. Chiaramente questo non vale per i più fortunati, che troppo spesso si identificano con i raccomandati, che l’ Italia, paese di sudditi e clienti, conosce bene”.

 

Potresti raccontare un aneddoto particolarmente significativo accaduto durante i tuoi viaggi per il mondo?
di bianca irlanda del nord“Nel 2005 ho fatto il mio primo viaggio fuori dall’Europa, direzione Thailandia. Ero insieme ad un paio di amici e, tra le tante escursioni che abbiamo fatto, un giorno decidemmo di andare a fare un tour di alcune isole e fra queste c’era Raya Island, una piccola isola dove era previsto dello snorkeling. Insieme abbiamo deciso di mancare volutamente l’appuntamento previsto per il rientro e siamo andati in avanscoperta nella parte opposta dell’isola, lontani dalle zone turistiche. Siamo rimasti lì per cinque giorni, ospitati da una piccola famiglia locale, comunicando con l’universale linguaggio del cuore. Sulla spiaggia c’era un piccolo chiosco che all’interno aveva un orologio con le lancette. Un giorno chiesi l’ora al proprietario, che un pochino di inglese lo masticava. Il ragazzo mi guardò sorridendo e mi disse: «a cosa ti serve sapere l’ora? Voi occidentali siete schiavi dell’orologio, fate le cose in base agli orari e non in base alla voglia! Anche adesso che sei lontano dai tuoi costumi vuoi sapere l’ora! Ma cosa ci devi fare? Guarda dove sei, guardati intorno! Vuoi che sono le tre?» e spostava la lancetta sulle tre, deridendomi «Preferisci le 4? Oh my God, sono le ventidue! Si è fatto tardi!». Continuava a schernirmi e a ridere. Questo ed altri episodi simili mi hanno cambiato molto perché mi hanno spinto a mettere in discussione i vari “dogmi” imposti dalla mia cultura”.

 

Quell’uomo ti ha dato una risposta da uomo libero. Quanti altri cacciatori erranti hai incontrato nella tua vita?
“Siamo tutti dei cacciatori erranti solamente che la maggior parte di noi non è ancora consapevole d’esserlo”.

 

Ti è mai capitata una disavventura?
“Una volta insieme ad alcuni amici, durante le vacanze di Natale e Capodanno, siamo partiti con un furgone carico delle nostre tavole da snowboard, direzione Zakopane, in Polonia, luogo rinomato per gli sport invernali. Alla guida ci davamo il cambio e con un solo viaggio siamo arrivati a pochi km dalla destinazione ma era notte e la strada buia, isolata e completamente ghiacciata. Il nostro pullman ha pattinato ed è andato a finire in un dirupo. Fortunatamente dopo un paio di capovolte si è bloccato contro un albero che ha fermato la nostra discesa all’inferno. Siamo riusciti ad uscire dal furgone dallo sportello che era posizionato sopra di noi e siamo andati verso la strada aspettando che arrivasse qualcuno. Nessuno era ferito ma faceva un freddo pungente, sicuramente una decina di gradi sotto lo zero e nessuna luce e nessuna automobile a cui chiedere aiuto. Per scaldarci facevamo delle corsette su e giù per la strada e le abbiamo ripetute per circa 2 ore dal momento che non vedevamo alternativa, sperduti nel nulla. Passò una macchina e noi ci avvicinammo per chiedere aiuto. Erano un ragazzo ed una ragazza, chiaramente spaventati da noi. Il ragazzo è sceso e gli abbiamo indicato il nostro furgone sotto la scarpata, capovolto, e così ha chiamato il carro attrezzi. Dopo un’altra ora di corsette, ecco il carro attrezzi il quale ci portò dal meccanico più vicino, ovviamente chiuso. Una volta arrivati il ragazzo che guidava ci chiese: «Voi dove dormite? Se volete mia madre ha un bed and breakfast, è quello lì» disse indicando un edificio accanto all’officina. Noi ci guardammo col sorriso…che fortuna eh!?”

 

Ultima domanda, dove andrai errando nei prossimi mesi?
“Andrò nei luoghi che ancora non ho visitato, perché il mondo è come uno specchio e attraverso di lui ho la possibilità di conoscere parti sconosciute della mia interiorità. Ogni parte del mondo che vado a visitare è una parte nuova di me che vado a scoprire. La prossima meta sarà l’Uganda”.

Guglielmo Cassiani Ingoni