Manuel: “Vi presento RomaN0 il mio meraviglioso pulmino vintage”

27 / 11 / 2014

Manuel Vairo, classe ’83, è cresciuto a Roma e oggi vive a Monterotondo, dove si è diplomato grafico pubblicitario. Un ragazzo solare e curioso, amante dei viaggi e collezionista di vinili, con un amore particolare per gli anni ’70, tanto da far parte di una Cover Band di Rino Gaetano e aver comprato un pulmino Volkswagen T2 del 1974, al bordo del quale organizza tour di Roma e dintorni, servizi fotografici e matrimoni, in completo stile “Peace and Love”. Il suo sogno? Allargare il suo parco-garage e avviare un’attività di noleggio di mezzi d’epoca, per fare della sua passione un lavoro.
 

10751585 10205276820742611 1439643416 nVe li ricordate i mitici anni ’70? Le canzoni dei Beatles e i concerti dei Pink Floyd, i pantaloni a zampa d’elefante e le giornate trascorse con una chitarra sui prati, il giro dell’Europa in autostop solo con uno zaino in spalla… E’ questa l’atmosfera che si respira salendo a bordo del pulmino vintage di Manuel, trentenne eretino grafico pubblicitario, con la passione per la musica e per i mezzi d’epoca: infatti, non si separa mai dal suo bus bianco e blu, un Volkswagen T2 del 1974, completamente restaurato e personalizzato. Indossate allora una corona di fiori intorno alla testa e viaggiate con noi nei magici anni della libertà e del rock’n’roll!

 

Collezioni vinili e sei appassionato di mezzi d’epoca. Perché proprio gli anni ’70?
388553 631911430169246 409317357 nE’ un po’ come quando ci si innamora, è una passione che nasce spontanea, un modo di vivere e a cui senti di appartenere. Se penso ai viaggi spensierati che si facevano in quel periodo, lo zaino in spalla e pochi soldi in tasca, le persone si amavano senza pregiudizio e il loro spirito era libero e ribelle. Quando guido il mio pulmino, io mi sento così. 

Sì, quello è stato davvero amore a prima vista e il nome poi è venuto da sé, perché quando sono andato a Marino per acquistarlo, dalle parti dei Castelli Romani, ho notato subito la targa che, tra cifre e lettere per esteso, formava proprio la parola “Romano”. Come potevo chiamarlo diversamente?

Cosa provi quando sei alla guida?
Mi piace sentire l’odore dei sedili in pelle e ascoltare un brano dei Doors o dei Pink Floyd ma non solo, mi sorprendo tutte le volte che passo in una strada e un bambino indica il bus stupito e sorridente, come se stesse guardando la macchina di un cartone animato. Una volta un signore mi ha fermato e, commuovendosi, mi ha raccontato di come il mio pulmino gli ricordasse il suo viaggio di maturità, è stato emozionante rivivere quel periodo nel suo racconto.

E da estimatore di quegli anni, lo hai restaurato e personalizzato.
10273451 10204005473159716 5203225327736890772 nCompletamente! I sedili posteriori sono a strisce colorate, più in basso ci sono drappi arcobaleno; a terra un piccolo tappeto, tendine a quadri bianche e blu, poster di Jim Morrison e la scritta ben evidente di Rino Gaetano.

A proposito, sei la voce di una cover band proprio di Rino, come nasce l’idea?
E’ nata dalle tante serate romane con i miei amici, quando tornavamo in macchina dal centro e cantavamo a squarciagola le canzoni di Rino Gaetano. Una sera di quattro anni fa, uno di loro mi ha detto che la mia voce era perfetta per una cover e da quel momento abbiamo formato la band cominciando a esibirci per locali, a eventi e anche nel pulmino.

La tua prossima macchina d’epoca?
Il mio sogno vintage sarebbe poter comprare il modello prima del mio pulmino, un Volkswagen T1, molto più costoso e fuori dalla mia portata, almeno per ora. Però sono alla ricerca di un’automobile per tutti i giorni, più precisamente una Renault 4, sta diventando un cult.

Progetti per il futuro?
Nella mia vita ho fatto davvero tantissimi lavori, dal grafico al segretario, dal benzinaio all’installatore di insegne luminose. Ora voglio un lavoro che mi appassioni e al contempo mi porti guadagno. Il massimo sarebbe possedere un casale immerso nella natura, una bella cantina per produrre vino e un parco-garage di mezzi d’epoca. Una vita anni ’70, insomma!

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di Rara Piol