Lo sapevate che a Monte Livata si trova una foresta di faggi tra le più grandi d’Europa

Emblema del Parco dei Monti Simbruini e conosciuta come la montagna dei romani, Livata è una delle località turistiche più frequentate del Lazio. Durante tutto l’anno, specie nei weekend, sono numerosi i turisti che, da tutto l’hinterland romano, si dirigono verso il Monte per godersi le bellezze naturali che il sito offre, dalle piste da sci innevate di inverno prese d’assalto dagli appassionati di questo sport, ai panorami mozzafiato sulle vallate incastonate tra i rilievi fino alla miriade di sentieri sui quali avventurarsi in escursioni adatte per tutte le età, da percorrere sia a piedi che in mountain bike.

Tra sentieri e vallate è possibile imbattersi in un’altra grande attrattiva di Livata ovvero l’’ immensa e intatta Foresta di Faggi, la cui lussureggiante bellezza conferisce ulteriormente agli escursionisti la piacevole sensazione di trovarsi in un habitat incontaminato lontano dai tradizionali ambienti antropizzati. Oltreché alla bellezza degli alberi ciò che colpisce della Faggeta di Livata è anche la notevole e inusuale estensione che la rende una delle più grandi d’Europa, particolare quest’’ultimo di cui, spesso, non sono a conoscenza gli amanti del luogo.

Le Faggeta di Livata, detta anche Faggeta delle Genziane, cresce e si estende ad un’’altitudine medio-elevata, costituendo, nel suo insieme, un vero e proprio anfiteatro naturale che si  distingue dai boschi circostanti per le forme atipiche dei faggi stessi, gran parte dei quali si slanciano verso l’alto, differenziandosi a loro volta da quelli più isolati che si contraddistinguono per i tronchi possenti e le ramificazioni presenti sin dal basso.  Grandi o piccoli che siano, slanciati o possenti, i faggi di Livata, nella loro contiguità colonnare, quasi puntiforme dall’alto, offrono una visione d’’insieme resa oltremodo spettacolare dai colori delle foglie che, specie nella stagione autunnale, assumono tonalità tendenti al giallo o al rosso ruggine.

Con le loro chiome, i faggi di Livata custodiscono anche alcuni dei frutti più pregiati dell’’area naturalistica dei Simbruini ovvero funghi e tartufi che si nascondono tra i folti tappeti di felci presenti in prossimità delle piante. Notevole è anche la presenza, tra i faggi, di specie animali tipiche dell’’Appennino come il cinghiale, il cervo e il capriolo, tutte possibili prede del lupo, i cui esemplari sovente sconfinano dal vicino Abruzzo. Nella faggeta, inoltre, nidificano anche numerosi uccelli tra cui il picchio dorso bianco.

Monte Livata è facilmente raggiungibile dal nordest romano. Basta dirigersi a Subiaco e da lì seguire le indicazioni verso la località montana distante circa 15 km. Per arrivare alle Faggete è necessario seguire alcuni degli itinerari tracciati nella rete sentieristica che si dipana su tutto il territorio montano.

 

Alessandro Bianchi