Lo sapevate che le Cascate di Tivoli sono tra le più alte d’Italia

08 / 02 / 2017

Oltre a un patrimonio monumentale tra i più belli e ricchi d’Italia, Tivoli può vantare tra i luoghi da visitare anche il suggestivo scenario offerto dalle Cascate dell’Aniene adiacenti a Villa Gregoriana che si può ammirare, in tutta la sua maestosità, lungo la strada provinciale che conduce a Marcellina, sostando nei pressi del santuario di Quintiliolo.

Non si tratta di Cascate naturali. Anche questa bellezza tiburtina infatti, alla stregua di altre, affonda le sue origini nella storia. Era il novembre 1826 quando, a seguito di giorni di piogge torrenziali e ininterrotte, una piena dell’Aniene causò un’alluvione a Tivoli, provocando danni e distruzioni ingenti tra le abitazioni poste nella parte più antica della città. Fortunatamente non ci furono vittime ma l’evento funesto, raccontato in alcune cronache cittadine dell’epoca, spaventò e non poco le autorità che decisero di correre ai ripari per evitare il ripetersi di episodi simili. Come ?. Deviando il più possibile il corso dell’Aniene lontano dalle zone abitate.

Per raggiungere tale obiettivo, l’allora papa Gregorio XVI commissionò all’ingegnere Clemente Folchi un’avveniristica opera di ingegneria idraulica che prevedeva la realizzazione di un doppio traforo scavato tra le pareti di Monte Catillo, nel quale incanalare le acque del fiume in caso di possibili piene alluvionali. Lo sbocco finale dei canali d’acqua coincideva con lo strapiombo posto a ridosso di Villa Gregoriana ed è così che vennero a crearsi le meravigliose Cascate tiburtine che, con i loro 120 metri di altezza, risultano tra le più elevate d’Italia nell’ambito di quelle artificiali, precedute solo dalle rinomate Cascate delle Marmore di Terni, alte complessivamente 165 metri.

Uno spettacolo, quello offerto dalle Cascate di Tivoli, che colpì e non poco coloro che si recavano in visita a Tivoli già nella prima metà dell’Ottocento. Emblematiche sono le molteplici opere pittoriche realizzate dagli artisti che ritraggono le acque in vorticosa caduta e dalle quali emerge che l’ampiezza e la portata delle cascate fosse anche più estesa di quella attuale.  Portata che aumenta, inevitabilmente, con le ancora ricorrenti piene dell’Aniene e il conseguente innalzamento del livello delle acque incanalate nei trafori. Nell’ottobre 2015, nei giorni in cui le esondazioni alluvionali causarono danni per centinaia di migliaia di euro nella zona di Villa Adriana, le Cascate di Tivoli, nella loro furia inarrestabile, incutevano un certo timore per l’enorme mole di fango e detriti riversata in basso. Uno scenario, anch’esso a suo modo affascinante, che è possibile rivivere tramite alcuni filmati facilmente reperibili in rete.

 Alessandro Bianchi