Lo sai che…il Tempio di Vesta di Tivoli vanta riproduzioni a Londra e in Polonia

14 / 03 / 2017

Insieme alle tre celebri Ville, il Tempio di Vesta rappresenta uno dei monumenti simbolo di Tivoli, un altro emblema imperituro di una storia millenaria che arricchisce l’inestimabile patrimonio storico-culturale della città tiburtina. Edificato in epoca romana nel II secolo a.c. da Lucio Gellio, il Tempio è stato realizzato a pianta circolare con una base in calcestruzzo, sormontata da colonne, scanalate, in travertino di ordine corinzio.

Delle 18 colonne originarie oggi ne restano 10, particolare quest’ultimo che nulla toglie alla perfezione strutturale e architettonica di un’opera, immortalata, in molteplici dipinti realizzati, a partire dal Settecento, da alcuni artisti, provenienti da tutta Europa che sceglievano Tivoli come tappa irrinunciabile del loro itinerario di studi e formazione tra le bellezze paesaggistiche italiane.
Fu anche grazie a queste opere pittoriche che il prestigio del Tempio di Vesta si è diffuso ben oltre i confini tiburtini. Lo confermano le due fedeli riproduzioni del Tempio che si trovano a Londra e nella città polacca di Pulawy.
Pulawy swiatynia sybilliUn ulteriore “replica” del Tempio di Vesta si trova in Polonia, più precisamente nella città di Pulawy, situata nel Voidovato di Lublino. Pulawy ha vissuto il momento di massimo splendore tra il Settecento e l’Ottocento, distinguendosi, in particolare, per il fervore culturale e artistico. In quel periodo, a Pulawy, ha operato l’architetto italiano, di origine polacca, Enrico Ittar. Fu costui a realizzare, nella città polacca, il Tempio della Sibilla, un’opera architettonica in tutto simile all’edificio tiburtino. Anche quello di Pulawy, infatti,  è a pianta rotonda e circondato da colonne corinzie. Al suo interno, presenta due sale, anch’essa di forma circolare, che custodiscono testimonianze museali sulla storia della Polonia. Ad avviarne la raccolta fu la principessa Izabela Fleming Czartoryska, scrittrice nonché collezionista d’arte.

 

 Alessandro Bianchi