Ecco come si prepara la tradizionale Pizza “Varata”

13 / 04 / 2017

La “pizza Varata” è una specialità immancabile sulle tavole di Sant’Angelo Romano nel periodo pasquale, una ricetta che affonda le proprie radici nella cultura popolare e contadina di questo territorio e che nel 2016 è stata riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale da parte del Ministero delle Politiche Agricole. Si tratta di un impasto a base di farina, acqua, uova e anice che una volta cotto diventa un “pane rituale” da gustare durante la tradizionale colazione di Pasqua insieme alle uova sode benedette, al salame “Corallina” o durante i pasti accompagnata da un buon bicchiere di vino rosso. 

vittorioA presentarci questa ricetta semplice e gustosa è   Vittorio Morelli, 49 anni, geologo e impiegato nelle Ferrovie dello Stato, che anche quest’anno festeggerà la Pasqua seguendo la tradizione e gustando la fragranza di questa pizza speciale insieme alla sua famiglia. La sua passione per la cucina nasce non solo dall’essere un vero buongustaio ma anche dallo studio attento del mondo enogastronomico: è anche enologo e degustatore di birre. Ma Vittorio è soprattutto un santangelese doc. e da anni si impegna per il recupero e la valorizzazione dei prodotti e delle ricette locali attraverso il blog di cui è autore e cofondatore, “geologia e cucina”, che per lui sono due materie in bilico tra scienza e arte, due linguaggi diversi per raccontare uno stesso territorio. “Non sempre si pensa che ci siano forti legame tra geologia e cucina, che possono risultare, a volte, sorprendenti: legami fatti di luoghi e di tradizioni, di prodotti e di persone, ma anche di storie e di leggende” scrive.

 

Ingredienti

1,5 kg di farina • 6 uova • 150 g di olio • 150 g di acqua
Sale e anice q.b. • 50 g di lievito

 

 

pizza varata1Procedimento

Su una spianatoia disporre la fontana di farina e unire le uova all’interno. Aggiungere l’olio, il sale, l’anice, il lievito e l’acqua e impastare il tutto fino ad ottenere un impasto morbido. (Per favorire il processo di lievitazione si può  sciogliere prima il lievito con un po’ d’acqua tiepida e un cucchiaino di zucchero e poi unirlo all’impasto).  Dividere l’impasto in più panetti, coprirli e farli lievitare in un luogo caldo.Una volta lievitati, spianate i panetti con la punta delle dita ricavando dei dischi alti 2 cm da disporre su una teglia di 30 cm di diametro foderata di carta forno.  “Arare” i dischi di pasta praticando dei solchi con le dita o con un ditale (i solchi possono essere paralleli, a stella o rotondi).Tra i solchi più grandi praticare dei fori più piccoli con la forchetta. Infornare a 250° per circa 20 minuti.

 

 Curiosità

Il nome “Varata” è un termine dialettale per indicare “arata” e deriva dai solchi praticati con le dita sul disco impastato, che ricordano quelli dell’aratro, a cui si aggiungono altri piccoli fori praticati con la forchetta che rappresentano i semi.
Dopo la cottura, i solchi consentono di spezzarla facilmente con le mani, oltre a simboleggiare il significato di rinnovamento e augurio per la nuova stagione dopo il periodo quaresimale.
Spesso la forma dei solchi lasciati con le dita cambia a seconda della famiglia. Si tratta di un’usanza legata ai tempi in cui le pizze venivano cotte tutte insieme nel forno del paese e che permetteva a ognuno di riconoscere la propria.