Lo sai che.. che un meteorite è caduto a Orvinio nel 1872

21 / 04 / 2017

Paese di rara bellezza, annoverato tra i borghi più belli d’Italia, Orvinio è il primo comune della provincia di Rieti che si incontra sulla via Licinese dall’incrocio con la Tiburtina a San Cosimato, frazione di Vicovaro. Situato a circa 800 metri di altezza, nel territorio del Parco dei Monti Lucretili, nei weekend e soprattutto nel periodo estivo, Orvinio accoglie turisti e villeggianti provenienti dall’hinterland romano e tiburtino dove il paese è molto conosciuto per il clima salubre e le bellezze del territorio, tra cui spicca l’imponente castello appartenuto al casato dei marchesi Malvezzi-Campeggi.

Nella nostra rubrica, ci occupiamo di Orvinio per un eccezionale evento naturale accaduto 145 anni fa. Era l’alba del 31 agosto 1872 quando una imponente bagliore illuminò l’orizzonte romano. Visibile a grande distanza, ben oltre i confini della Capitale, quella luce che squarciò il sorgere del sole con un forte boato altro non era che la scia dei frammenti di un Meteorite che, di lì a poco, avrebbe terminato la sua discesa nelle colline adiacenti l’abitato di Orvinio.

Il fenomeno non passò inosservato a Roma. Il 1 settembre 1872, l’Osservatore Romano scriveva: “Questa mattina, 31 Agosto, verso le ore cinque e un quarto, apparizione di un magnifico bolide. La sua traiettoria è stata dal sud a nord, nord-est. Ha lasciato dietro di sé una grandissima striscia luminosa ed ha terminato con tre detonazioni.” All’epoca, ovviamente, la diffusione delle notizie a stampa era molto limitata. Al contempo, le comunicazioni tra le grandi città e i paesi limitrofi erano altresì difficoltose, pertanto, nell’immediato non si riusciva a spiegare ciò che era accaduto. Solo nei giorni seguenti si ebbe, finalmente, piena cognizione dello storico evento verificatosi in quella notte estiva.

Particolarmente importante fu la testimonianza di un pastore di Orvinio che, ancora scosso dalla paura, raccontò al medico che lo soccorse di essersi trovato in mezzo ad una pioggia di sassi che non sapeva da dove provenissero se dal cielo o dalla terra. Un frammento di quei sassi lo colpì, ferendolo lievemente. Dal racconto del pastore si avviarono le prime ricerche nel territorio del materiale piovuto dal cielo che portarono alla scoperta di pietre di colore bruno e con una patina nerissima, alcune delle quali rinvenute all’interno di buche formatisi dopo la loro caduta. Quei reperti furono analizzati nella facoltà di chimica dell’Università di Perugia e certificarono la natura meteorica degli stessi. I rinvenimenti tuttavia non erano terminati. Un anno dopo l’evento, sempre a Orvinio, un contadino del luogo, trovò nel suo campo un altro, voluminoso, frammento del meteorite pesante circa un chilogrammo. Altri reperti di minori dimensioni furono rinvenuti nella confinante Pozzaglia e a Gerano e Ciciliano, vicino Tivoli.

In totale, i frammenti del cosiddetto Meteorite di Orvinio ammontano a circa 4 kg di materiale. Alcuni di essi sono tuttora conservati nel Museo di Mineralogia dell’Università La Sapienza di Roma e alla Specola Vaticana di Castel Gandolfo. Le analisi moderne hanno consentito di catalogare quel meteorite come una Chondrite H6 Brecciata Nera contenente leghe di ferro, nichel e silicati. Dopo quello di Orvinio, in Italia, si sono registrati, nel Novecento, altri 12 impatti meteorici, l’ultimo nel settembre 1996 a Fermo, in provincia di Ascoli Piceno.

 

 Alessandro bianchi