Lo sai che .. a San Gregorio da Sassola si trova un Castello tra i più belli del Lazio

04 / 05 / 2017

San Gregorio da Sassola è un altro dei borghi medievali che caratterizzano l’hinterland tiburtino. Situato a circa 20 km da Tivoli tra le pendici dei monti Prenestini, il paese, di 1700 abitanti, alla stregua di altri confinanti non manca di attrattive turistiche. Oltre alle chiese presenti nel centro abitato, nel territorio di San Gregorio si ritrovano anche i grandiosi resti di alcuni acquedotti romani costruiti in epoca repubblicana e imperiale, la cui magnificenza, già nota ai contemporanei, si è conservata intatta nei secoli avvenire.

Oltrechè da questi siti religiosi e archeologici, il patrimonio turistico di San Gregorio da Sassola è arricchito da quello che è considerato il simbolo del paese ovvero il Castello Brancaccio, un fortilizio medievale tra i più belli e ben conservati della regione. Chi arriva a San Gregorio non può fare a meno di osservare le possenti mura in tufo della costruzione nonché la torre centrale a pianta quadrata e le merlature, altro aspetto tipico dell’architettura medievale.

Edificato come struttura difensiva del territorio circostante anche la storia del Castello di San Gregorio è trascorsa a stretto contatto con i proprietari che vi hanno dimorato negli anni. Tra Cinquecento e Seicento furono due cardinali, Prospero Santacroce e Carlo Pio di Savoia ad avviare importanti lavori di restauro del maniero, abbandonato nei secoli precedenti. A quest’epoca risalgono gli affreschi di alcune sale realizzati dal noto  pittore Federico Zuccari, il quale ha prestato la sua opera anche per le pitture di alcune stanze vaticane e del duomo di Orvieto.  Trascorsero altri due secoli di abbandono prima che il castello tornò ad essere abitato grazie al duca di Ulceda, Tirso Telles e alla moglie Bernardina Fernandez, i quali, innamoratosi del posto lo abbellirono con migliorie estetiche tra cui le citate merlature. Da fine Ottocento al 1991, il Castello è stato ininterrottamente di proprietà dei principi Brancaccio (nobili casata originaria di Napoli) fino a divenire possedimento comunale e successivamente ad essere gestito da privati.

Tante le peculiarità del Castello sangregoriano. Oltre alle mura e ai citati dipinti di Zuccari, vi sono il caratteristico ponte levatoio ancora ben conservato sotto il quale passa la strada che conduce all’abitato, lo spazioso cortile situato sul retro, l’imponente scalinata che conduce al primo piano, le finestre realizzate con lo stile della croce guelfa e la posizione stessa del castello che, posto su uno sperono tufaceo, di fatto, divide San Gregorio in due parti.

Il Castello di San Gregorio è visitabile su richiesta. Nelle sue sale affrescate è possibile anche celebrare matrimoni civili in uno scenario davvero suggestivo e indimenticabile.

 Alessandro Bianchi