Lo sai che … cosa accomuna Tivoli al Colosseo, a S.Pietro e altri monumenti di Roma?

24 / 05 / 2017

C’è stato un periodo nella storia in cui, lo saprete tutti, Roma ha dominato sull’Europa, l’Africa settentrionale e l’Asia occidentale. Con il suo impero, il suo esercito e le sue leggi, Roma era sinonimo di grandezza e magnificenza. Una grandezza che le autorità imperiali non esitavano a rimarcare anche in patria, abbellendo la città con monumenti, luoghi di culto e altre strutture pubbliche (ponti, porte pubbliche, acquedotti, archi) che ancora oggi rappresentano il simbolo della città e l’attrattiva per le moltitudini di turisti che visitano la Capitale da ogni parte del mondo.

Ebbene dovete sapere che alcuni di essi sono stati edificati con un materiale da costruzione assai conosciuto a Tivoli e dintorni, il travertino. Già all’epoca, infatti, il cosiddetto lapis tiburtinus (pietra tiburtina) era assai conosciuto dagli ingegneri e dagli architetti dell’antica Roma che lo utilizzavano per realizzare quanto veniva loro chiesto dagli ambiziosi committenti pubblici.

Il travertino veniva trasportato a Roma dalle cave di Tivoli situate nell’area del Barco con i mezzi su terra oppure per via fluviale, sfruttando il tracciato dell’Aniene. Da qui giungeva nella capitale dell’impero pronto per essere levigato e scolpito. Proprio la malleabilità del travertino rappresentava la caratteristica più apprezzata da chi lo utilizzava, in quanto simili proprietà lo rendevano il materiale più adatto a soddisfare le varie esigenze di costruzione.

Ma quali sono i monumenti di Roma realizzati con il travertino di Tivoli ?. Di seguito ne elenchiamo alcuni. La massima espressione del lapis tiburtinus si ritrova nel Colosseo, costruito durante il regno di Vespasiano tra il 75 e l’80 d.C. Si stima che solo per edificare la parte esterna, affluirono dalle cave di Bagni oltre centomila metri cubi di travertino poi trasformato in blocchi collegati tra loro da grappe di ferro. Blocchi che, in seguito alla caduta dell’Impero, nel periodo di decadenza di Roma in epoca medievale, furono prelevati senza alcuna preoccupazione per l’integrità dell’anfiteatro che, di fatto, divenne una cava a cielo aperto.

Non lontano dal Colosseo, il travertino di Tivoli venne adoperato per l’edificazione del Pantheon. In particolare con le lastre di pietra tiburtina fu realizzata la cornice del portico in colonne corinzie che precede l’ingresso al tempio dedicato alle divinità romane. Nei pressi del Colosseo si trova anche il Teatro Marcello, nel quale il travertino adorna tutta la parte esterna.

Enormi quantità di materiale proveniente dalle cave tiburtine contribuirono alla costruzione di San Pietro che impegnò i Papi regnanti in epoca rinascimentale. Proprio per le esigenze legate al continuo ampliamento dell’edificio simbolo della cristianità, l’estrazione del tiburtino subì una tale impennata da rendere necessaria l’apertura di altre cave. Oltre a San Pietro, sono  tante le chiese nelle quali il lapis tiburtinus costituisce il principale materiale da costruzione. Tra queste, quella di S.Maria del Popolo (interno e facciata frontale), dei SS. Apostoli, S.Pietro in Vincoli e S.Pietro in Montorio al Gianicolo.  Altri trionfi romani del travertino sono rappresentati dalla Fontana di Trevi, dalla Fontana di Piazza Navona dal Colonnato di San Pietro, opere progettate entrambe dal genio di Gianlorenzo Bernini.

 

 Alessandro Bianchi