Lo sai che cosa rappresenta il Monumento posto tra Tivoli e Vicovaro sulla via Tiburtina

28 / 06 / 2017

Quando si percorre la Via Tiburtina tra Vicovaro e Tivoli ci si imbatte in un monumento posto su una piazzola a lato della carreggiata che fiancheggia i binari della ferrovia che conduce fino a Roma. Lo si nota di sfuggita in un tratto rettilineo tra alberi sempre più sporgenti e vegetazione che, nel periodo estivo, invade quasi la strada. Alla vista del monumento, la domanda in chi transita abitualmente lungo la via consolare è alquanto ricorrente, che cosa rappresenta quella costruzione in muratura ora protetta da un recinzione in ferro? Di seguito vi daremo la risposta.

Si tratta di un sepolcro edificato in romana e dedicato come recita l’epigrafe a un certo Caio Menio Basso. Chi era costui? Lo si evince dall’epigrafe stessa che riassume in poche righe la carriera del personaggio in questione. Caio era un cittadino di Tivoli vissuto nel I° secolo d.c. appartenente alla famiglia Camilia che può vantare una discreta carriera politico-militare in cui spiccano gli incarichi di tribuno di una legione, di maestro di culto di Ercole Tiburtino nonché prefetto dei fabbri di M.Silano a Cartagine.

Per le sue caratteristiche tecniche e le modalità di costruzione utilizzate, il monumento rientra nella fattispecie tipica degli altari sepolcrali di epoca romana, anche se, come vedremo in seguito, la struttura attuale è frutto di una ricostruzione postuma. La base è costituita da un podio di forma rettangolare cui si sovrappone un corpo superiore composto da paraste laterali all’interno delle quali è posta la citata iscrizione funeraria dedicata a Caio Menio Basso visibile solo da distanza ravvicinata.  Questo il testo completo dell’epigrafe: “C.Maenio Basso. Viro Mag. Herculaneo et Augustali Praefecto Fabrum M.Silani Carthaginis. Tr.Mil. Leg. Augustae Quinquiennali”.

Il sepolcro di Caio Menio Basso rappresenta una testimonianza storica importante. La sua presenza infatti lascia presagire che lungo l’antica Via Tiburtina fossero presenti, in passato, altri monumenti simili dedicati ad altri personaggi pubblici, purtroppo, andati perduti negli anni e di cui, adesso, non resta alcuna testimonianza se non la suggestione di una loro esistenza.

Curiosamente, anche questo sepolcro ha rischiato di sparire nell’abbandono e nell’incuria. Il monumento, infatti, si è salvato grazie ai lavori di costruzione della linea ferroviaria Roma-Pescara avviati nel 1825.  Nel corso delle opere di scavo fu rinvenuta l’iscrizione in memoria di Caio Menio e da lì si è proceduto alla ricostruzione del sepolcro che, peraltro, ora è posto in una posizione verisimilmente diversa da quella originaria.

 

 Alessandro Bianchi