La tua città, ovunque tu sia

Lo sai che… Le gesta di Tiburto eroe dell’antichità che ha dato il nome a Tivoli

05 / 10 / 2017

Tibur Superbum la chiamavano gli antichi per ribadire l’unicità di una storia millenaria che rende Tivoli una delle città più ricche di storie del Lazio e di tutta Italia. Una storia quella tiburtina che si ammanta anche di numerose leggende. Tra queste non può non essere citata quella di Tiburno, personaggio epico che si narra abbia contribuito all’attuale denominazione della città.
 
 

Stando a una leggenda riportata anche dallo storico romano Catone (detto il Censore), Tivoli avrebbe avuto origine da una colonia greca guidata da Catillo di Arcadia, un nome questo che già  deve ricordarvi qualcosa del nostro territorio. La leggenda riferisce che Catillo avrebbe lasciato l’Arcadia con altri al seguito per sfuggire a una guerra civile in atto nel Peloponneso. Arrivati sulle coste del Lazio al termine di una lunga traversata, gli arcadi si divisero in due fazioni. Una seguì un altro personaggio leggendario, Evandro (figlio del Dio Ermes e della Ninfa Carmenta) e si diresse verso Roma, l’altra, capeggiata da Catillo, raggiunse, invece, l’attuale territorio tiburtino.

Giunti a Tivoli, gli Arcadi di Catillo, sempre stando alla leggenda tramandata nei secoli, si scontrarono i Siculi, popolo dell’antichità preromana, che aveva costituito il primo nucleo abitativo nella zona. A sconfiggere definitivamente i Siculi, furono i figli di Catillo: Tiburto, Corace e un altro che omonimo del padre. Tiburto era il più grande dei tre. Fu lui l’artefice della definitiva cacciata dei Siculi, gesta che gli valsero la supremazia sui fratelli e l’onore di insignire con il suo nome la fondazione di una nuova città che lo storico Del Re ritiene sia avvenuta nel 1215 a.C. Successivamente i latini per indicare Tivoli e il suo territorio usarono la parola Tiburi che, a sua volta, si trasformò in Tibori, Tiboli e infine nell’attuale toponimo.

Le gesta di Tiburto e dei due fratelli vengono narrate anche nell’Eneide, il poema di Virgilio, opera principale della letteratura latina. In particolare nell’Eneide, viene citata la guerra tra gli abitanti di Tibur e i troiani guidati proprio da Enea diretti verso Roma. I tiburtini non furono gli unici, nell’attuale territorio del Lazio, ad opporsi ai greci. A loro si frappose anche Turno, re dei Rutuli, sconfitto e ucciso proprio da Enea in duello.

Alessandro Bianchi