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Marco, “La moda per me non è più solo un gioco”

30 / 05 / 2018

CHI E’  Marco Chicca ha  24 anni, è figlio unico e  vive a Castel Madama con  i suoi genitori  ai quali è profondamente legato.  Diplomato all’Istituto Tecnico E. Fermi di Tivoli, frequenta la facoltà di Economia e Commercio con l’obiettivo di diventare un imprenditore affermato, ma nel frattempo porta avanti la sua passione per la moda lavorando come modello e fotomodello.  Soddisfatto del suo aspetto fisico non cambierebbe nulla di sé, è un cultore della bellezza  ma non andrebbe mai dall’estetista, segue una dieta ma non rinuncerebbe mai ai dolci.  Nato sotto il segno dei Pesci, si definisce testardo e determinato,  generoso sì, ma solo con chi lo merita. Preferisce dire sempre ciò che pensa perché l’ipocrisia è una delle cose che odia di più.        

Il modello di Castel Madama punta a calcare le passerelle milanesi
 Biglietto aereo già in tasca. In valigia tutto l’occorrente per un soggiorno a Milano che può trasformarsi in un’accattivante  svolta professionale.  Marco  a breve  partirà alla volta della fashion city per eccellenza con le date dei vari casting già fissati in agenda. Un metro e novanta di altezza, fisico statuario, sguardo magnetico e una buona dose di esperienza sotto i riflettori della moda.  Il bel fotomodello di Castel Madama, 24 anni appena compiuti e un carattere ambizioso oltre che tenace, ha tutte le carte in regola per giocarsi la sua chance nel patinato fashion system. Ma non c’è solo la moda, sia ben chiaro, nelle sue aspettative future.  Studente alla facoltà di Economia e Commercio, il suo obiettivo è laurearsi in management strategico per diventare un abile business man.  In questa fase della sua vita, così piena di impegni e progetti, Marco ci confida di essere un single per scelta, ma chissà se incontrare la sua donna ideale gli farebbe cambierebbe idea …  

19642387 1729079300454652 3676093916446199704 nMarco, sei pronto per affrontare i casting milanesi?  
Prontissimo. Ho seguito un regime alimentare controllato e mi sono allenato duramente, sia in sala pesi che con esercizi di atletica. Per sfilare sulle passerelle milanesi sono richiesti canoni fisici ben precisi:  quanto all’altezza non ho problemi visto che il minimo è 1 metro e 83 cm. Ho dovuto lavorare, invece, per ridimensionare la circonferenza del petto portandola da 110 a 99cm  visto che il limite massimo per superare le prove di vestibilità degli abiti è di cento.   

 

 

Da semplice hobby a professione vera e propria. Quando hai capito che la moda poteva trasformarsi in qualcosa di più importante?  
 Ho cominciato all’età di vent’anni per curiosità, facendo qualche piccolo lavoro a pochi soldi e talvolta senza essere nemmeno retribuito. Poi, dopo un anno, fui notato da un talent scout che mi propose di intraprendere seriamente la professione del modello. Così ho iniziato a credere che la moda potesse diventare qualcosa di più di un semplice gioco.  Dopo qualche tempo, però, feci il grande errore di lasciare l’università per andare a Milano e tentare di entrare nel circuito della moda che conta, ma non era quello il momento giusto, ero ancora inesperto. Così presi la saggia decisione di tornare nella mia città, riprendere gli studi e iniziare un percorso di preparazione che potesse consentirmi di giocarmi le mie carte in modo più programmato e consapevole. Ed ora eccomi qui,  pronto a ripartire più carico e motivato che mai.

Passerella e shooting a parte, cosa rappresenta per te la moda e l’estetica in generale?
La moda per me è un vero e proprio stile di vita, un modo di essere. Amo fare shopping per scegliere   outfit  da indossare in ogni occasione,  mi piace apparire sempre in ottima forma  e ben curato, anche se ci tengo a precisare che non sono mai andato dall’estetista.

Dunque,  la bellezza è il primo requisito che noti anche in una ragazza…
Sarei un ipocrita se dicessi il contrario.  Per me l’attrazione fisica conta moltissimo anche se, ovviamente, la bellezza è solo il primo biglietto da visita.

Oltre ad essere bella, come deve essere  la tua donna ideale?
 Deve essere una persona buona e onesta. Deve rispettare e voler bene non solo a me, ma anche alla mia famiglia a cui tengo tantissimo.  Inoltre, non riuscirei a stare con una donna che non mi lascia i miei spazi. Non tollero i rapporti dove ognuno mette costantemente al corrente l’altro di ogni minima cosa che fa durante la giornata. Il che non vuol dire che ci debba essere mistero o infedeltà, ma semplice libertà nel viversi i propri spazi senza oppressioni e continue spiegazioni.

17103268 1582702108425706 3078459843880019088 nSaresti un partner geloso?
Nella giusta misura. Soprattutto non sarei uno di quelli che imporrebbe dei divieti alla propria donna sul modo di vestirsi e di apparire, ovviamente nei limiti. Un pizzico di egocentrismo secondo me è sempre consentito  specie se hai a fianco una bella ragazza che magari fa anche dei sacrifici e si allena per tenersi in forma.  Pretendere che non indossi una minigonna o un bikini sarebbe assurdo.

A proposito di abbigliamento femminile, qual è il capo che non dovrebbe mai mancare nel guardaroba della tua lei e quello che bandiresti nella maniera più assoluta?
Promuovo a pieni voti l’abito lungo da sera e non concepisco la tuta ginnica larga che nasconde le linee del corpo ed è l’antitesi della femminilità.

Parliamo invece dei capi must della tua primavera-estate.
Durante il giorno vesto casual quindi non mi faccio mancare pantaloni comodi, anche corti al ginocchio abbinati ad una t shirt easy  o ad una canotta. Amo particolarmente i jeans strappati  e un altro capo che uso molto d’estate è la  camicia di lino.

I trend della stagione calda mettono nella top five il total white, le righe, la giacca oversize, il colore rosso e lo stile hawaiano. Quali di queste tendenze sono in & out secondo i tuoi gusti?
Direi assolutamente no al total white, vestire da gelataio non mi è mai piaciuto ! (ride ndr), si al rosso e alle righe, ma la giacca larga e lo stile hawaiano non mi si addicono proprio, li indosserei solo in passerella!

Marco, come ti vedi tra dieci anni?
Avrò 34 anni, quindi l’età giusta per avere una famiglia, oltre che realizzarmi come uomo d’affari mettendo a frutto il mio percorso di studi.  

Ora pensiamo alla tua esperienza milanese. A nome di Tiburno ti faccio l’ in bocca al lupo  affinché vada a gonfie vele. Permettimi però di chiederti   cosa farai se non dovesse andare come speri ?
Comunque vada  non ho intenzione di abbandonare questo lavoro visto che rientro ancora nell’età giusta per tentare tutte le occasioni che si presenteranno. Nella mia testa c’è anche il mondo dello spettacolo e della televisione, quindi chissà, magari in futuro farò qualche casting per partecipare ad un reality.