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Monterotondo – La vendita del bar Vittoria fu tutt’altro che spontanea, rinviati a giudizio 15 indagati

05 / 06 / 2018

 La Procura di Roma ha rinviato a giudizio quindici indagati, per lo più del Nord Est della provincia romana, e contestato ai vertici dell’organizzazione i reati di usura e estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.

Ci troviamo a Monterotondo dove, secondo la Procura, il gruppo avrebbe costretto l’allora proprietario del bar “Vittoria” a cedere la propria attività commerciale e annessi immobili  a un prezzo di gran lunga inferiore al valore di mercato. Gli affari contestati sono una sfilza, il caso del bar Vittoria è il più emblematico.

 

Sul numero di Tiburno, in edicola da martedì 5 giugno, l’approfondimento:

 

– IL CASO, LA DELINQUENZA ERETINA

 

– LE INTERCETTAZIONI. Non è stato il titolare a denunciare. Sotto controllo il telefono del costruttore di Guidonia Andrea Scanzani

 

– L’AGGANCIO – Gli servono soldi. Accetta l’offerta di un prestito da un conoscente

 

– LE INTIMIDAZIONI – La scritta col gesso sul terrazzo di casa “Mo voi campà?” E a fuoco l’auto

 

– COME TENNERO L’IMPRENDITORE SOTTO SCACCO – I fatti risalgono al 2012-2014 – La città eretina controllata da due gruppi criminali, i Cellamare e i Trantino