Monterotondo – “Il Body Building è lo sport che mi ha salvato da tanti problemi”

03 / 07 / 2018

Otto anni di inattività sono un periodo lungo, lunghissimo per qualsiasi sportivo. Il tono muscolare si perde, il metabolismo rallenta e il grasso corporeo torna ad adagiarsi sui fianchi e sull’addome. Ma lo sportivo, quello della vecchia scuola, non vede il baratro della sconfitta, bensì l’opportunità del riscatto. Ed è stato un vero e proprio moto d’orgoglio a spingere Maurizio D’Antonio, preparatore atletico e gestore di una palestra a Monterotondo, a riprendere in mano i bilancieri e a modellare i suoi ormai obsoleti 110kg in 79kg di muscoli d’acciaio.

Un vero e proprio viaggio della rivalsa, alla riscoperta di se stessi, che è valso al preparatore di Fiano Romano il primo posto nella categoria over 40 dei regionali di Body Building della Opes che si sono svolti dal 19 e 20 maggio a Cinecittà World e un secondo posto ai relativi nazionali.
Il riscatto di D’Antonio è arrivato dopo che l’uomo, guardandosi allo specchio, si è reso conto di quanto si fosse lasciato andare negli anni. “Per un periodo ho avuto un vero e proprio rigetto dei pesi – ha spiegato a Tiburno – Entravo in sala pesi, a lavorare, e mi veniva veramente la nausea. Poi mi sono guardato, ho fatto tesoro delle tante critiche che mi sono state fatte da chi mi vuole male e ho deciso di rimettermi alla prova. Dimostrando che, anche alla mia età, non ci si può dire uomini finiti.”
Anche perché Maurizio D’Antonio non è proprio un ragazzino come i suoi allievi. Ha 43 anni, un matrimonio e due figli, e una storia di rinascita dei propri sogni basata sul suo amato sport. Maurizio DAntonio sul podioA proposito di emozioni, cosa ha provato nel salire sul palco dopo tanto tempo?
“E’ stata una soddisfazione immensa, ma ha rappresentato solamente il traguardo di un percorso iniziato nel 2017. Una strada fatta di rinunce e sacrifici, ma anche di sfida con se stessi. Specialmente dopo essere partito da una situazione di rigetto verso lo sport, in cui ero ingrassato ed ero arrivato a pesare 110 chilogrammi. Con soddisfazione, oggi sono sceso a 79 chili.”
Per un body builder, qual è il momento di maggiore soddisfazione? Il raggiungimento di un risultato finale o il cammino di un intero percorso?
“Per me è stato il viaggio a darmi le emozioni più forti. Gareggiare e vincere piace a tutti. Ma non è tutto. Quando ti fermi, ti guardi allo specchio e dici: ma sono veramente io? Ti senti realizzato, soddisfatto per la scalata che hai fatto contro te stesso. E poi è meraviglioso sentire la gente, quella che ha creduto sempre in te, fermarti e dirti ma sei proprio tu? Questa è la vera soddisfazione impagabile.”
Lei organizza da solo i suoi macrocicli d’allenamento o si fa seguire da qualcuno?
“In passato facevo tutto da solo, mettendo a frutto il mio bagaglio d’esperienza. Quest’anno ho scelto di farmi seguire da Gianluca De Gan, un preparatore Veneto. Ogni 6-7 settimane partivo, salivo in Veneto da lui e così fino al giorno della gara. E’ una persona umile, di quelle che ti fanno pochi complimenti e che ti dicono: se fai la fame vedi i risultati. E ha ragione. Le rinunce fatte mi hanno reso più forte. E, come tante altre cose nella vita, ti temprano.”
Per chi vuole mettersi in forma, è più importante la costanza nello sport o la serietà alimentare di una dieta?
Ovviamente la dieta. Non possiamo prenderci in giro. L’alimentazione, fatta bene, fa il 70% specialmente in uno sport come il nostro. Affidarsi a un buon nutrizionista è il primo passo.”
E lei ha mai avuto dei cedimenti o dei vizietti durante la sua preparazione?
“Di norma, nella fase preparatoria, avevo un pasto libero a settimana. E’ anche vero però che, quando inizi a mangiare bene, il cibo spazzatura non ti va proprio. I miei unici sgarri sono stati Natale e Pasqua. Soprattutto in quest’ultima festa, ricordo di essermi mangiato da solo due uova di pasqua e una colomba. L’importante è che sia un’eccezione, non un’abitudine.”
Ma, partendo dalla sua esperienza, è veramente solo una questione di dieta e attività fisica?
“Oggi i coach devono anche essere motivatori, perché con la testa puoi arrivare ovunque. Se la testa ti dice di si, allora puoi fare tutto. Se hai un obbiettivo chiaro e ci sei con la testa, allora il percorso è chiaro. Non c’è niente da fare.”
La sua storia dimostra che non è mai troppo tardi per ricominciare. Che consigli darebbe a chi vuole ricominciare a riappropriarsi del proprio corpo?
“Prima di tutto concentrarsi sull’alimentazione, seguita dallo sport. Che è anche un modo per stringere nuovi rapporti e amicizie con le persone. Me per ognuno è un percorso personale, perché in noi stessi c’è il segreto, la motivazione, per cambiare. Inoltre, per esperienza, è saggio ascoltare le critiche, anche le più feroci, perché in esse c’è la motivazione che cerchiamo. Anche perché, tutto avviene ripartendo da noi stessi.”

di Eugenio Nuzzo