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Bracconaggio nell’area protetta del Parco dei Monti Simbruini: fermato un 33enne

  A 2mila metri di quota e all’interno della più grande area protetta della regione Lazio, ovvero il Parco dei Monti Simbruini, è stato fermato T.F. in flagranza di reato poiché sorpreso con un fucile da caccia e con cane al seguito in attività venatoria.

L’uomo, un 33enne residente in Abruzzo, è stato denunciato a piede libero alla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone per attività venatoria, introduzione di arma da fuoco nonché disturbo della fauna selvatica in Area Protetta, attività queste espressamente vietate dalla normativa, ha spiegato il servizio sorveglianza guardiaparco – polizia giudiziaria. Quanto accaduto, quasi a confine con l’Abruzzo, è un atto particolarmente grave se si tiene presente che come ricorda il personale guardiaparco: “L’area in cui sono avvenuti i fatti è a circa 2.000 m di quota ed è costituita da praterie di montagna caratterizzate anche dalla presenza della Coturnice (Alectoris graeca), una specie della famiglia dei Fasianidi che è oggetto di specifici progetti di studio e tutela da parte della Regione – e ancora – il parco ha caratteristiche tipiche dell’Appennino centrale con presenza di specie faunistiche anche di rilevanza Comunitaria”.