“Stefano e Andrea, due morti che inducono alla riflessione”, il messaggio della protezione civile di Monterotondo

06 / 12 / 2018

  Nelle ultime ore le pagine dei social si riempiono di messaggi di cordoglio e solidarietà per le due vittime dell’esplosione di ieri dell’area di servizio in via Salaria.

Se ne sono andati così Stefano Colasanti, vigile del fuoco non in servizio in quel momento che passava per caso e si è fermato a prestare soccorso, e Andrea Maggi, 38enne di Montelibretti, che la famiglia cercava da ieri.

La Protezione Civile di Monterotondo ha appena diffuso un messaggio dalla sua pagina Facebook:

“Ci sono morti che più di altre ci inducono alla riflessione. Così è per la morte di Andrea e Stefano.
Andrea stava andando al lavoro, forse era in ritardo o ascoltava la radio canticchiando… insomma uno di quei momenti banali della vita di ognuno di noi. Stefano anche era al lavoro, portava un mezzo alla manutenzione, ma non era in servizio con la squadra di turno che ieri è intervenuta per spegnere l’incendio a Borgo Santa Maria. Se la morte di Andrea ci fa riflettere sulla caducità della vita, il destino, il fato o come volete chiamarlo, quella di Stefano ci porta a pensare al senso del dovere, vale a dire all’obbligo di fare ciò che si deve fare, o che le circostanze impongono di fare, questo è il senso del dovere comportarsi cioè come ci si aspetta da noi. L’adempimento del proprio dovere richiede spesso abnegazione e può giungere anche al sacrificio di se stessi. Per Stefano sarebbe bastato proseguire sulla sua strada, senza fermarsi ad aiutare i suoi colleghi, ma del senso del dovere non ci si spoglia come della divisa, resta li sotto la pelle, per sempre. Per Andrea sarebbe bastato svegliarsi più tardi o attardarsi nella consueta telefonata con il suo bambino, invece la sua auto era li proprio nel momento dell’esplosione. Il nostro cordoglio più sentito va alla figlia di Stefano, al bimbo di Andrea, alle loro famiglie, ai colleghi e a tutto il Corpo dei Vigili del Fuoco. Le nostre preghiere vanno invece ai feriti, alcuni ancora in lotta per la vita, ed ai loro familiari”.