Giornalisti in erba: La pizzica intervista a Francesca Trenta – Elena Ludovici

18 / 12 / 2018

Elena Ludovici
A lezione di pizzica, tammurriata, rondo’ e saltarello.
Dal 10 marzo nell’Istituto Comprensivo Leonardo da  Vinci di Guidonia gli alunni delle classi quinta A- B –C- D sono coinvolti nelle lezioni laboratoriali di danze popolari guidati dalla ballerina professionista  Francesca Trenta.

Le lezioni fanno parte di un progetto interdisciplinare  dal titolo “Dentro il cuore dell’Italia”.
pizzica trentaIl progetto, come spiegano le insegnanti referenti Maria Di Prisco e Nanni Armida, nasce dal bisogno impellente di “valorizzare gli aspetti geografici-antropologici, artistici e culturali della nostra Nazione spesso teatro di atti vandalici e indifferenza civile che denota uno scoraggiamento da parte dello Stato e del popolo tutto a lottare per rendere migliore la nostra Italia”.
Le danze popolari si inseriscono a pieno titolo in questo progetto, perché mirano  a sollecitare i bambini a riscoprire le bellezze della nostra terra attraverso le musiche e i canti che rievocano il passato dei nostri avi, perché come affermano gli alunni partecipanti – non c’è futuro senza passato”.
Il progetto si concluderà con un musical dal titolo omonimo scritto e diretto dalle docenti. Location dello spettacolo  il teatro imperiale di Guidonia (che sarà uno dei protagonisti del recital).
L’appuntamento è quindi per il giorno 30 maggio alle ore 11:00.
A seguire un buffet gastronomico
di pietanze italiane e una mostra dei lavori effettuati dagli alunni. Accorrete numerosi.

pizzicaA tu per tu con Francesca Trenta

Come è nata questa  passione ??Sono entrata nella mia prima scuola di danza a 4 anni portata dalla mamma?per fare una semplice attività motoria, quindi non ricordo come si è?radicata in me la ” passione” perchè danzo da ” sempre”; credo che ci siano cose che non possono spiegarsi, che siano dentro di noi pronte per essere?coltivate e per renderci felici. Ognuno di noi ha dentro qualcosa che può?renderlo libero, completo e felice, può chiamarsi passione o indole, voi ragazzi dovete cercare ciò che è dentro di voi e studiare per veicolarlo fuori. La passione va di pari passo con lo studio e la tecnica, che sono i?mezzi con i quali il talento può trasformarsi in “gioia” e nei casi più?fortunati in “lavoro”.??Le piacerebbe fare un altro lavoro ??NO! Ho rinunciato a tante cose “normali”, a tante sicurezze, ma sono riuscita a fare ciò che amo e anche ad avere due splendidi bambini lavorando con le mie ” gambe”. Ho sognato molto da piccola, volevo il “balletto classico”, la Russia, le punte, amavo solo la danza classica, poi?con il canto e la musica ho aperto gli orizzonti e sono riuscita a lavorare qui, con ciò che so fare meglio senza allontanarmi troppo da casa, godendo?anche dell’amore dei miei bambini. ?Cosa prova quando balla ??Libertà e gioia, il tempo diventa irreale, danzerei per ore senza stancarmi.?Il movimento è vita.??Quando ha iniziato ad avere questa passione ??Come ti ho già detto ho iniziato a studiare giocando a 4 anni, ma la vera voglia di danzare mi ha ” afferrato” in età adolescenziale, verso i 17 anni, poi?ho deciso che la mia vita sarebbe stata questa.??È stato difficile diventare una ballerina richiesta ??Si, ho rinunciato e rinuncio ancora a cose che per gli altri sono normali, non posso programmare la mia vita, lo studio è costante;?cerco di essere corretta e leale ma è facile sbagliare e ferire gli?altri. Bisogna fare molta attenzione, quando si ricopre un ruolo “visibile”,?si diventa in qualche modo anche responsabili dei comportamenti altrui, si?diventa ” esempio” per chi guarda per questo bisogna essere autentici,?veri, cordiali, e molto molto corretti nelle relazioni e anche nel proprio modo di ” danzare”.??Perché tra tanti stili di danza, ha deciso proprio questo ( danze?popolari ) ??Perchè è questa danza che ha scelto me.?Sono sempre stata attratta dal “ritmo”, dalla danza e dalla musica di carattere, autentica e semplice e le danze popolari sono così: autentiche, non banali, ritmiche e legate alla storia dell’uomo, alla geografia, alla?vita nella sua evoluzione.?Aprirsi alla danza e alla musica tradizionale vuol dire avere il coraggio di?trovare le ” radici”, e ricordati sempre che senza le radici l’albero non dà?frutti non c’è vita.?
La ringrazio per avermi permesso questa intervista:?Io ringrazio te per l’occasione e l’intelligenza che mi hai mostrato con le?tue domande giuste e mirate. Spero resti e te e ai tuoi compagni un bel?ricordo e il desiderio di conoscere. Non dimenticare mai di CERCARE e?RICERCARE quello che ti rende FELICE e che si inizia dal BASSO, dalla nostra?STORIA, dalla FAMIGLIA, dalla nostra TERRA. Le cose che ci circondano ci?fanno capire da dove VENIAMO e dove affondano le NOSTRE RADICI perchè…?” RADICI = VITA”!!!?
Elena