Addio al “Megadirettore” Paolo Paoloni

Nel '94 candidato sindaco a Guidonia. Per trent'anni cittadino attivo a Colleverde e Tor Lupara

E’ passato alla Storia cinematografica come il “Duca Conte Maria Rita Vittorio Balabam”, più semplicemente il “Megadirettore Galattico”, il personaggio immaginario della saga letteraria e cinematografica di Fantozzi.
Crudele coi dipendenti, in particolare con lui, Paolo Villaggio. Nella realtà Paolo Paoloni era persona elegante e raffinata. Un vero lord fuori e dentro la scena.
Il grande attore si è spento a 90 anni, ad un anno e mezzo di distanza dal genio che lo portò alla ribalta nazionale.

Protagonista di “Fantozzi” (1975), “Il secondo tragico Fantozzi” (1976), “Fantozzi in paradiso” (1993), “Fantozzi – Il ritorno” (1996) e “Fantozzi 2000 – La clonazione” (1999), Paolo Paoloni negli ultimi 25 anni è stato un cittadino attivo tra Guidonia Montecelio e Fonte Nuova, non a caso nel 1994 si era candidato alla poltrona di sindaco della terza città del Lazio per la lista civica “Contiamoci per contare”. Dopodiché continuò a fare politica con i comitati di quartiere di Parco Azzurro e Torlupara.
Ma Paolo Paoloni è anche il “Mega Direttore Generale”, colui che maltratta da trent’anni il povero “ragionier Ugo Fantocci”.
Origine Svizzera, ex bancario, attore e regista, Paoloni ha lavorato con i grandi del cinema e del teatro, da Fellini a Gassman, passando per Villaggio e Jhonny Dorelli, Oreste Lionello e Elio Pandolfi.

Paoloni in giuria del Torneo di Lettura di Fonte Nuova

Negli ultimi anni l’ex Megadirettore fu protagonista come attore e regista di varie kermesse con la compagnia de “I Semiseri” sia al “TeatroFestival Città di Guidonia” organizzato dall’amministrazione comunale sia al “Teatro del Divenire” promosso nel 2014 dalla compagnia “Willie Hughes” di Sergio, Daniele e Mario Fedeli al “Piccolo Teatro dei Sassi” di Montecelio.
In quell’occasione a Paolo Paoloni fu consegnato un premio alla carriera e quello per la miglior regia.
“Il riconoscimento ad un grande attore e regista – spiegò Sergio Fedeli – un Maestro. La passione e la conoscenza che dona agli attori, la sua pazienza, il suo garbo fanno di lui un faro prezioso sul nostro territorio, un modello per giovani o vecchi artisti, un incentivo a crescere ed esprimersi, insieme, per essere e fare teatro”.