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Roma, discariche – Aree individuate, Città Metropolitana e Regione in disaccordo

Secondo Città Metropolitana la decisione spetta alla Regione Lazio e viceversa

Tra le aree individuate anche Guidonia Montecelio. Nell’attesa delle decisioni finali, in base alle proposte, intanto si nota la discussione in corso tra Regione e Città Metropolitana attualmente in disaccordo.

La situazione rifiuti a Roma è nell’occhio nel ciclone, peggiorata anche dal gravoso incendio all’impianto di trattamento di via Salaria, ne abbiamo parlato qui. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa già lo scorso dicembre faceva notare la situazione di “insofferenza” in cui versava la Capitale ma non vi era traccia di “emergenza”. A metà dicembre Costa spiegava di essere in contatto sia con Raggi che con Zingaretti.  Nella giornata di oggi, mercoledì 9 gennaio, è arrivata una precisazione da Città Metropolitana in merito alle aree individuate, allo stesso tempo è arrivato anche il commento della Regione Lazio.

Tra le aree individuate anche Guidonia Montecelio.

SCELTA IMPIANTI PER CM – “In merito ad alcune ricostruzioni giornalistiche si precisa che la Città metropolitana di Roma non ha indicato alcun sito per la realizzazione di discariche per i rifiuti nel territorio della Capitale o dell’area metropolitana. La mappa trasmessa lo scorso 22 dicembre alla regione Lazio, con mero atto amministrativo previsto dalla legge, riporta le aree indicate dai Comuni della area metropolitana come idonee alla realizzazione di impianti la cui definizione spetta esclusivamente alla Regione Lazio. Sarà quindi quest’ultima, nell’ambito del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti (l’ultimo risale al 2012), a individuare le tipologie di impianti di smaltimento da realizzare e la loro ubicazione”.

IL COMMENTO DI ASCANI, CENTROSINISTRA CM – “All’insaputa di tutti. Leggo questa mattina dai giornali che la Città Metropolitana avrebbe consegnato al tavolo ministeriale, istituito per la crisi dei rifiuti di Roma, possibili siti da utilizzare come discariche provvisorie. Noi non staremo certo a guardare. Non funziona così. Siamo pronti alla mobilitazione! La Raggi fa fare il lavoro sporco ai tecnici, non si assume come suo solito alcuna responsabilità, e scarica sui territori il problema dell’immondizia.  Avevamo chiesto di portare il documento in aula e discuterne democraticamente. Attiveremo tutte le nostre energie per far sì che il dramma dei rifiuti romani non diventi una guerra tra i cittadini e tra i territori”, così in una nota Federico Ascani, capogruppo del centrosinistra in Città Metropolitana.

SCELTA IMPIANTI PER REGIONE LAZIO – La Regione Lazio risponde a Città Metropolitana: “La Regione ha il compito di redigere il Piano rifiuti, promuovendo politiche attive per ridurre la produzione dei rifiuti, aumentare la raccolta differenziata e stimare il fabbisogno impiantistico dei singoli ambiti provinciali. La localizzazione degli impianti, tra le aree ritenute idonee dalla Città metropolitana di Roma e dalle altre province del Lazio, è invece una competenza degli enti locali, frutto del lavoro e delle scelte delle varie amministrazioni. La Regione Lazio ha inoltre richiesto, ai sensi della stessa legge, al Comune di Roma l’aggiornamento del Piano Industriale di Ama per conoscere il fabbisogno impiantistico previsto per la gestione del ciclo dei rifiuti della Capitale. Queste sono attribuzioni previste dalla legge e non sono suscettibili di interpretazioni di parte. La Regione conferma infine che approverà iniano rifiuti entro il mese di gennaio”. La motivazione spiegata dalla Regione: “La definizione di criteri per l’individuazione, da parte delle province, delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, nel rispetto dei criteri generali indicati nell’articolo 195, comma 1, lettera p); o) la definizione dei criteri per l’individuazione dei luoghi o impianti idonei allo smaltimento e la determinazione, nel rispetto delle norme tecniche di cui all’articolo 195, comma 2, lettera a), di disposizioni speciali per rifiuti di tipo particolare”. E ancor, secondo la Regione a Città Metropolitana “Spetta come stabilisce l’art. 197 del DLgs 152/2006 al comma 1 lettera d: “l’individuazione, sulla base delle previsioni del piano territoriale di coordinamento di cui all’art. 20, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove gia’ adottato, e delle previsioni di cui all’art. 199, comma 3, lettere d) e h), nonche’ sentiti l’Autorita’ d’ambito ed i comuni, delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, nonche’ delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti”.