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Omicidio Budroni, la Cassazione ha deciso: si riparte dall’Appello

10 / 01 / 2019

Si è svolta, oggi giovedì 10 gennaio, l’udienza in Cassazione per l’omicidio di Bernardino “Dino” Budroni. I giudici hanno accolto per vizio di motivazione la richiesta dell’agente imputato. Tutto da rifare dunque. L’Avvocato Fabio Anselmo, che difendeva gli interessi della famiglia Budroni, aveva chiesto l’annullamento della sentenza con rinvio in Appello per il riconoscimento del dolo e in subordine la conferma della sentenza d’appello.


Dino Budroni, secondo gli inquirenti, si era recato in via Quintilio Varo, a Cinecittà, dove abita una donna di 41 anni separata dal marito – da cui ha avuto un figlio – e che Budroni aveva frequentato per 5 mesi, non accettando però che la storia potesse finire. Budroni sarebbe andato lì, poco dopo la mezzanotte di sabato 30 luglio 2011, danneggiando il portone dell’edificio, il gabbiotto del portiere e la porta dell’abitazione della donna, che ha chiamato i poliziotti.
All’arrivo della “pantera”, Budroni si sarebbe allontanato. Poi l’inseguimento sul Raccordo in direzione dell’’uscita Nomentana. All’’altezza dell’’uscita Bretellina i due colpi, di cui uno letale sparato dall’agente di Polizia Michele Paone quando la sua macchina era praticamente ferma. Il 15 luglio 2014 l’’assoluzione dall’’accusa di omicidio colposo. In quell’occasione i giudici riconobbero come legittimo l’uso delle armi.

Durante il processo di Appello però il procuratore generale Pietro Catalani aveva chiesto la condanna per l’agente Paone che ha sparato i due colpi di arma da fuoco a un anno e mezzo, mentre la difesa aveva chiesto la condanna per colpa cosciente a una pena dunque più pesante oppure la restituzione degli atti per omicidio volontario. A difendere gli interessi della famiglia Budroni, Fabio Anselmo, un avvocato che ha legato il suo nome a casi dove la vittima era morta per mano delle Forze dell’’Ordine come i casi Cucchi, Uva e Aldrovandi.

Mercoledì 18 luglio 2018 il Tribunale di Roma ha condannato a 8 mesi di reclusione per omicidio colposo l’agente Michele Paone che ha sparato i due colpi fatali. Ora però si dovrà ripartire proprio dall’Appello, come hanno deciso oggi i giudici di Cassazione.