Castelnuovo di Porto, chiusura del C.A.R.A. – Il Comune: “Vicini agli ospiti”

Smantellata l'integrazione che funziona e soppressi 107 posti di lavoro

23 / 01 / 2019

Come da comunicazione prefettizia nella giornata di ieri, martedì 22 gennaio 2019, si è avviata la chiusura del Centro Richiedenti Asilo (C.A.R.A.) di Castelnuovo di Porto e, di conseguenza, è iniziato lo spostamento dei 300 rifugiati in altre regioni e le uscite obbligate dei titolari di protezione umanitaria “Non più beneficiari della seconda accoglienza”, così come ha spiegato il Comune in una nota su Facebook. L’Ente da subito ha mostrato vicinanza: “Noi abbiamo scelto di essere presenti e manifestare la nostra vicinanza ai tanti ragazzi che si erano integrati nel nostro paese”. Già il 20 scrivevano: “Per i ragazzi del CARA, Castelnuovo ci sarà anche da martedì quando inizieranno le espulsioni: gli alunni delle scuole, i compagni di calcio, le associazioni del territorio saranno presenti per salutare i loro amici in questo momento drammatico della loro vita”. E ancora: “In un colpo solo saranno spazzati via non solo anni di impegno e buon impegno per un’accoglienza fatta di progetti educativi, inserimento scolastico, corsi ricreativi, iscrizioni alle associazioni sportive del territorio, collaborazioni volontarie e lavori socialmente utili, portata avanti dal Comune insieme alla Prefettura di Roma, ma andranno persi anche 107 posti di lavoro dei dipendenti del gestore del Centro (…) A Castelnuovo esisteva una gestione positiva del fenomeno dell’immigrazione che non ha mai dimenticato l’aspetto della sicurezza (…) Fra poche ore, quindi, decine di persone si troveranno a girovagare per le strade della provincia a due passi da Roma, in pieno inverno. Questa non è sicurezza! I bambini e gli adulti verranno “confinati”, senza aver consentito loro nemmeno di salutare i compagni di classe, i compagni di squadra o i nuovi amici del paese”. Nel corso della difficile giornata di ieri c’è stata una passeggiata pacifica partita alle 17:00 dalla chiesa di Santa Lucia per mostrare solidarietà agli ospiti in via di trasferimento e ai lavoratori che ora rischiano di perdere il lavoro. Il PD provincia di Roma ha dichiarato: “Si smantellerà un’importantissima esperienza di integrazione e accoglienza costruita anno dopo anno in provincia di Roma, si preannuncia una vera e propria emergenza sociale, umanitaria e e perfino sanitaria. Già alcune persone sono state letteralmente gettate per strada questa mattina, mentre parte dei migranti richiedenti
asilo saranno trasferiti in altre strutture fuori dal Lazio. Ci saranno tantissimi bambini che saranno sradicati dal contesto in cui sono cresciuti finora, e più di 100 professionalità che resteranno senza lavoro. Ho espresso al sindaco e alla comunità locale la vicinanza mia e della federazione provinciale del Pd per una situazione che da qui a fine mese potrebbe diventare esplosiva. Causata da un approccio ideologico al tema immigrazione che non garantisce affatto sicurezza ma genera nuovi problemi scaricandoli sull’intera cittadinanza”.