Tor Lupara, celebrata la “Giornata per la Vita”

04 / 02 / 2019

Ogni anno, a livello nazionale, si celebra la “Giornata per la Vita” nella prima domenica di febbraio: una proposta della Chiesa rivolta a tutti, credenti e non credenti, cattolici e non cattolici, informati e disinformati di tutte le categorie.

Anche nel nostro territorio, precisamente nella nostra diocesi Sabina-Poggio Mirteto, domenica 3 febbraio 2019 è stata celebrata la 41ª Giornata per la Vita presso l’Istituto Suore di Gesù Redentore in via I Maggio a Tor Lupara. Il Centro di Aiuto alla Vita (C.A.V.) di Tor Lupara-Fonte Nuova, insieme alla pastorale giovanile della diocesi, ha organizzato una interessante ed arricchente giornata dal titolo: “È vita, è futuro. Accoglienza della vita e disabilità”. Sono stati affrontati argomenti attuali e importanti. Proprio l’accoglienza della vita prima e dopo la nascita genera futuro, in ogni condizione e circostanza in cui la vita è debole e fragile. Per aiutare a comprendere ciò, è stata di grande aiuto la preziosa testimonianza di una coppia che da 7 anni vive affrontando ogni giorno la sofferenza della loro figlia. Nonostante tutti i sacrifici fatti, le paure e le difficoltà incontrate durante il percorso vissuto per molto tempo tra le mura di un ospedale, hanno avuto il coraggio della speranza. Quasi senza saperlo sono un esempio vivente per cui dire grazie alla vita proprio perché grazie a Vittoria sono in grado di dare forza a genitori disperati portando speranza. Per comprendere meglio dal punto di vista medico-sanitario l’accoglienza della vita con disabilità è stato fondamentale il contributo della Dottoressa Maria Grazia Di Pasquale. La sua pluriannuale esperienza di medico e di volontaria a servizio di tutti ha aiutato a fare chiarezza su molte questioni delicate, spesso poco chiare e misconosciute. Insomma, una giornata dedicata al confronto e alla riflessione sull’importanza della vita in tutte le sue sfaccettature, nella speranza di sviluppare quella sensibilità e attenzione alla promozione di essa.

di Simona Schembri