Tartufo: Pulizia, conservazione, usi e benefici

05 / 03 / 2019

Profumato, gustoso, prezioso come un diamante. Questa rara specie di fungo è particolarmente delicato e deperibile. Ecco perché vi diremo cosa non fare per essere certi di portare in tavola un tartufo in condizioni ottimali.

  • Come pulirlo

I tartufi soffrono l’umidità,  bisogna stare attentissimi e non metterli mai a bagno! Fate in questo modo: togliete delicatamente i residui di terra con uno spazzolino a setole morbide. Ricordatevi che la superficie dei tartufi è molto porosa, e tende ad assorbire l’acqua velocemente, tendendo poi a marcire. Questo discorso vale in particolar modo per i tartufi bianchi che sono più delicati.

  • Se avete la necessità di conservarli, ricordatevi di “curarli a dovere”

I tartufi prima si cucinano e meglio è, perché col tempo tendono a perdere il loro sapore ed il loro profumo distintivo.  In frigorifero possono reggere fino ad un massimo di una settimana, ma a patto di utilizzare alcune accortezze. Avvolgeteli in carta assorbente da cucina o in una garza o panno leggero inodore, metteteli in un contenitore di vetro ben chiuso, cambiate tutti i giorni la carta da cucina in modo da eliminare l’umidità in eccesso, che rischierebbe di far ammuffire i vostri tartufi.

  • Non utilizzate mai i tartufi “a freddo”

Se li avete conservati in frigorifero, ricordatevi di tirare fuori i tartufi almeno 1 ora prima di cucinarli, in modo da poterli utilizzare a temperatura ambiente.  I tartufi sprigionano al meglio tutti i loro aromi proprio grazie al calore delle vivande cui vengono aggiunti

  • Come cucinarlo

Esiste una grande differenza tra tartufo bianco e tartufo nero: se il primo dà il meglio di sé crudo e semplicemente grattato, il secondo si esalta in cottura.

Per il tartufo bianco le ricette più indicate sono quelle semplici che lo pongono al centro del piatto abbinato a gusti delicati, come i tagliolini con grattata di tartufo, l’uovo all’occhio di bue, la battuta di carne o i risotti.

Il tartufo nero, invece, sprigiona tutto il suo aroma se sottoposto a cotture non troppo intense, ad esempio nei ripieni, cotto insieme ai risotti, nelle polpette, nei soufflé, nei finger food e nei patè. E, perché no, anche con il pesce.

Benefici del tartufo

In virtù della sua grande carica proteica viene anche chiamato “carne vegetale”. Ma i tartufi garantiscono anche un apporto di fibre, un’elevata quantità di sali minerali e un buon livello di antiossidanti . Altra notizia positiva è che contiene pochi grassi, per cui è indicato per chi segue una dieta ipocalorica e in più avrebbe particolari virtù afrodisiache! Un recente studio ha scoperto come il tartufo abbia eccellenti proprietà schiarenti grazie alla sua interazione con la melanina: è utile in caso di macchie cutanee dovute da accumuli di melanina, mentre è sconsigliato durante l’abbronzatura.