Stefano e Ghigo: un incontro casuale, una forte amicizia e una corsa a 6 zampe

06 / 03 / 2019
Stefano Battaglini e Ghigo 48 anni Dipendente Aeronautica

Stefano Battaglini ha 48 anni ed è dipendente dell’Aeronautica sposato è padre di due figli

Ha iniziato per gioco e per caso, ora il suo blog www.corria6zampe.com è diventato un punto di riferimento per chi ha la sua stessa passione, ossia andare a correre con il cane. Stefano Battaglini lo fa da tre anni, insieme al suo Ghigo, un trovatello Breton con cui gareggia anche in giro per l’Italia. Dipendente dell’Aeronautica Italiana, 48 anni, padre di due figli, Stefano fa tutto esclusivamente per passione e spera un giorno di poter contribuire a far conoscere questo sport anche a Mentana dove vive ed è molto conosciuto. Insieme ad altri amici e con la disponibilità della Città Metropolitana, ex Provincia di Roma, sta studiando anche come attrezzare allo scopo il Bosco di Gattaceca, che ormai è diventato la sua palestra a cielo aperto. Commovente la storia che lo ha portato a conoscere il suo cane.

Una storia che ha anche messo per iscritto e condiviso sul suo blog dedicato ai corridori a 6 zampe.

Stefano, vuole raccontare la storia del suo cane Ghigo? Un lunedì mattina quasi quattro anni fa, era giugno 2015, stavo correndo verso i Fratini nel tratto tra il fontanile e Cretone e noto tre ragazzi che correvano in bici con un cane da caccia che gli andava dietro. Pensavo fosse loro, invece quando passo io, si mette a correre dietro a me. Aveva una specie di strano collare cucito addosso, fatto con una corda di quelle che servono per tirare su le tapparelle. Quando ho finito non sapevo cosa fare, così ho chiesto un pezzo di corda a una persona, ho fatto un guinzaglio d’emergenza e me lo sono portato a casa. Ho messo un annuncio per cercare il padrone, ho contattato la Asl per chiedere cosa fare e mi hanno detto di andare da un veterinario per chiedere di verificare se avesse il microchip, ma non lo aveva. Così ho deciso di tenermelo, visto che ne avevo anche altri due. Ma dopo qualche giorno sono iniziati i problemi.

Cos’è successo? Ghigo ha iniziato a stare male. Dopo tre o quattro giorni lo vedevo veramente moscio, mi sono iniziato a preoccupare. Pensavo che magari era questione di alimentazione, magari non gli piacevano le crocchette che davo ai miei cani ed era abituato a mangiare altro. Poi una mattina ha vomitato e così siamo andati dal veterinario. Ci ha detto che stava in fin di vita perché aveva ingerito con molta probabilità del veleno per i topi ed aveva un’emorragia ai polmoni. Aveva le labbra bianche ed era anemico, l’unica possibilità per salvarlo era facendogli una trasfusione. Così sono andato in giro come un pazzo in tutte le aree cani a cercare qualcuno che avesse un cane disponibile. Dovevano pesare almeno 25 chili ed essere abituati ad andare dal veterinario. Ho trovato due ragazze romene disponibili e le ho portate con me dal veterinario, ma il loro cane era troppo giovane. Poi quando avevo perso le speranze, è passata una donna proprio lì davanti con un pastore maremmano molto grande e quando le ho chiesto se era disponibile alla trasfusione, mi ha risposto “certo, perché sono sicura che tu per me lo avresti fatto”. Così gli hanno fatto questa trasfusione e dopo un mese difficile passato tra punture, medicine e carne macinata, ha iniziato a stare meglio.

Lei quando ha iniziato a correre e quando avete iniziato a farlo insieme? A me non è mai piaciuto correre da ragazzo, poi nel 2010 ho smesso di fumare e ho iniziato a correre. Adesso vado anche cinque volte a settimana. Ghigo sembra lo abbia sempre fatto, ci siamo conosciuti così e siccome sono una persona curiosa in quel periodo ho cercato su internet la corsa con il cane come sport. In Italia c’era poco materiale, ma all’estero è una disciplina molto diffusa. Io fortunatamente non ho problemi con l’inglese e quindi ho iniziato a farmi una cultura sul “Canicross”. In poco tempo ho realizzato il blog e iniziato a conoscere anche il mondo delle gare. Perché correre insieme al cane? Fare attività fisica fa sempre bene, poi in questo modo si affina la sintonia tra cane e padrone. Si viene a instaurare una sorta di linguaggio comune condiviso. Conosco tante persone che erano scettiche e poi sono rimaste entusiaste una volta provato.

Cosa deve fare chi vuole avvicinarsi a questo sport? Innanzitutto non vanno commessi degli errori, perché oggi non puoi prendere un cane abituato a stare sul divano e portarlo a fare 10 chilometri di corsa. Se viene traumatizzato il cane poi si rifiuta. Se invece sei bravo a stimolarlo sicuramente gli fa bene e facilmente ti segue. C’è un allenamento fisico e uno mentale. A me, appena vede che mi preparo comincia a capire ed essere euforico. Poi non tutte le razze sono idonee.

Perché? Perché non tutti i cani sono uguali e va ricordato che è stato l’uomo a selezionare le razze che troviamo oggi, non c’è stata una selezione della natura. La corsa fa bene ai cani con il muso lungo, mentre quelli con il muso corto hanno difficoltà. Questo perché hanno un impianto di raffreddamento diverso dall’uomo. Noi sudiamo ed espelliamo dai pori della pelle il calore corporeo. I cani, invece, non sudano. Hanno delle piccole ghiandole sudorifiche sui polpastrelli dei piedi, ma la maggior parte del calore lo dissipano dalla bocca e si raffreddano dal naso. Quindi i cani con il muso lungo riescono a farlo meglio, rispetto a quelli dal muso corto. Come prima cosa bisogna capire dunque se si ha un cane morfologicamente portato per correre. Non si può correre con un bulldog o un carlino.Il mio poi è un cane da caccia, un Breton e in realtà credo che ogni volta che lo porto a correre, lui pensi che stiamo andando a caccia nel bosco. L’altro giorno, per esempio, ha sentito i versi di una ghiandaia e si è messo a correre più veloce. Lui mi vede come se fossi il suo branco ed è felice di correre insieme.

Corre più l’uomo o il cane? Quali sono le razze che corrono di più? Sullo sprint, come tutti sanno i levrieri, ma non hanno resistenza. Bisogna considerare che questo sport probabilmente nasce dai conduttori dei cani da slitta, i “Musher”. Sono stati proprio loro ad inventare questo modo di correre in coppia con la pettorina, per allenare i cani durante l’estate in vista egli sforzi da fare sulla neve d’inverno. Oggi i cani più performanti sulle medie distanze sono cani non troppo pesanti, tra i 25 e i 30 chili, incroci tra il bracco tedesco, il levriero e i cani da slitta come il siberian husky. Questi cani corrono più degli uomini che sono comunque dei fondisti per eccellenza e riescono a tenere anche un andatura fissa di 40 chilometri orari che è la velocità di punta di un uomo. C’è un atleta inglese che si chiama Ben Robinson che ha corso i 5 chilometri in 12,24, più veloce del record del mondo di chi fa atletica. Questo perché utilizza una tecnica di corsa con dei balzi che gli permette di sfruttare la trazione del cane.

In che modo si corre? È vietato correre con il collare, si usa una pettorina tipo quelle usate con le slitte, un guinzaglio e una cintura per il padrone da mettere in vita. Poi in mezzo c’è un elastico che ammortizza gli strattoni del cane. I padroni devono insegnare ai cani a tenere la strada e il regolamento obbliga che siano loro ad andare avanti con il cane di lato. Se vengono superati c’è la squalifica, così come se si tirano i cani o li si strattonano per farli correre di più. Questo sport nasce come un gioco e io lo sposo a pieno, senza alcun desiderio di agonismo.

Come funzionano le gare? Io ho partecipato ad alcune gare, ma come detto non sono il mio obiettivo. Non c’è una federazione riconosciuta dal Coni, ma la Uisp cinofila con dei regolamenti e le categorie che dipendono dall’età del padrone, non del tipo di cane. Le gare solitamente sono di 7 o di 10 chilometri su un circuito sterrato. Lei dove va a correre di solito? Nel bosco di Gattaceca. Io abito vicino al benzinaio di via Reatina e quindi ho questa bellissima riserva a due passi da casa. Secondo me è un posto meraviglio, abbastanza grande per farti sentire “Into the Wild”, in mezzo alla natura selvaggia, e abbastanza piccolo per non farti perdere. Da tempo insieme ad altri amici ci battiamo per portare avanti alcuni progetti. Devo dire che ho trovato sempre persone disponibili da parte dell’ex Provincia che lo gestisce. A volte ci ho portato gente nata e vissuta sempre a Mentana che non c’era mai stata ed è rimasta a bocca aperta. Ci sono delle cisterne romane e questo significa che probabilmente ci sono tre ville là sotto. Abbiamo iniziato a organizzare la Trail Running Gattaceca, poi ci sono progetti insieme al Cai per tracciare nuovi sentieri anche per i portatori di handicap. Mi auguro che questo luogo diventi sempre più bello, fruibile e condiviso.

 

CORRERE insieme aiuta ad affinare la sintonia, si crea un linguaggio comune “ LE RAZZE non sono tutte adatte alla corsa, solo quelli col muso allungato “ Canicross è il termine internazionale con cui viene indicata la disciplina cinofila in cui cane e conduttore corrono su un percorso sterrato, uniti tramite cintura, linea e pettorina. … Anche le razze utilizzate non sono più solo quelle da slitta, ma la disciplina è aperta a cani di qualsiasi razza, con o senza pedigree.