Guidonia, Video – Eligio Rubeis condannato a quattro anni e sei mesi

Raccomandava amici e candidati presso aziende che gli erano debitrici. Imprese per le quali si “spendeva” e dalle quali pretendeva riconoscenza per questo oggi, mercoledì 15 maggio, l’ex sindaco di Guidonia Montecelio è stato condannato a quattro anni e sei mesi per corruzione, induzione indebita a dare o ricevere utilità (riqualificazione del reato di concussione) e interdizione perpetua dai pubblici uffici.

I giudici hanno disposto la trasmissione degli atti in Procura dell’ex direttore del centro commerciale Tiburtino e del grande accusatore.

A questo link –> il commento in video di Rubeis

Eligio Rubeis stamattina

Il Collegio presieduto da Nicola Di Grazia e dai giudici Claudio Politi e Marianna Valvo ha accolto la tesi del sostituto procuratore Luigi Pacifici titolare dell’indagine culminata il 20 luglio 2015 con l’arresto dell’ex primo cittadino.
Due i capi di imputazione di cui Eligio Rubeis doveva rispondere, due le accuse: concussione e corruzione.
Stamattina, ne avevamo parlato qui, la Procura aveva formulato la richiesta di condanna a sette anni e mezzo, interdizione perpetua dai pubblici uffici ed esclusione delle attenuanti generiche.

Il primo episodio riguardava l’assunzione di una 26enne di Villalba all’Ipercoop presso il centro commerciale “Tiburtino”. Secondo la tesi della Procura, la struttura aveva una pregressa situazione di abusivismo commerciale da regolarizzare, il direttore dell’epoca fu intercettato nell’ufficio dell’ex sindaco mentre illustrava il piano di rimodulazione degli spazi commerciali di vendita per superare l’irregolarita, un lavoro che richiedeva tempo e che per questo il manager avrebbe chiesto a Rubeis di tenere lontana una vigilessa particolarmente zelante nei controlli e nei verbali.
Il sindaco lo rassicurò, ma al tempo stesso chiese se la 26enne di Villalba, nipote di un dirigente del “Guidonia Calcio”, fosse stata assunta come richiesto in precedenza.
La giovane fu “sistemata” all’Ipercoop non prima dell’ennesimo “sollecito” di Rubeis. “Fatela chiamà, se no porco D… ‘sto centro pijo e glielo chiudo, eh”, recita testuale l’intercettazione telefonica del 10 marzo 2015.
Il secondo capo di imputazione riguardava un’altra assunzione e vide come “favorita” una 29enne di Villanova, già candidata alle elezioni di maggio 2014 nella lista civica di Rubeis. La ragazza aveva sostenuto un colloquio con l’Italian Hospital Group come infermiera, ma per avere più chance il 19 maggio 2015 si fece accompagnare nell’ufficio del sindaco da un ex assessore donna.
Durante l’incontro Rubeis al telefono contattò Marco Fortunato, il Direttore sanitario della casa di cura esponendogli la situazione. L’indomani il manager lo richiamò rassicurandolo sull’assunzione e chiedendo al sindaco di attivarsi per mandare in pagamento alcune fatture scadute per un totale di 900 mila euro, una parte rispetto ad un credito complessivo di un milione 329.607 euro e 73 centesimi.
Sempre secondo l’accusa, l’ex sindaco lo tranquillizzò e contattò l’allora dirigente alle Finanze Gilberto Pucci per sollecitare la liquidazione, ma il funzionario gli fece notare che sussistevano alcuni problemi e l’ex primo cittadino ribadì: “Paga, sennò ci faccio brutta figura”.
Nel processo al sindaco Pucci, arrestato il 20 aprile 2017 nell’ambito dell’operazione “Ragnatela” e poi licenziatosi dal Comune di Guidonia Montecelio, è considerato parte offesa, perché sarebbe stato pressato dal sindaco affinché fossero pagate alla Ihg fatture per quasi un milione di euro.
Le motivazioni della sentenza saranno pubblicate fra 90 giorni.

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