Monterotondo, Di Ventura: “Pensionati, consulenti, ora dipendenti e candidati col Pd”

21 / 05 / 2019

«In deroga alla legge di cui la giunta municipale aveva già dato una interpretazione estensiva, ma anche in barba ad ogni principio di ragionevolezza e opportunità, sia politica che amministrativa. È così che i due continuano a manovrare dall’interno del palazzo, rispettivamente dall’ufficio anagrafe e dalla segreteria del sindaco, indirizzando scelte non solo burocratiche. Nonostante siano entrambi in quiescenza, ex dipendenti comunali, praticamente candidati. Il primo direttamente, l’altro in campo per la figliola, schierati comunque nella lista del Partito democratico che sostiene Riccardo Varone Sindaco. Una situazione oltre il limite di qualunque legittima
procedura amministrativa, da segnalare all’Anac (agenzia nazionale dell’anticorruzione), al ministero, alla Prefettura al fine di un’attribuzione di responsabilità sotto qualsivoglia profilo. Perché questo genere di fattispecie, ne sono certo, non si verificano da nessun’altra parte nel Paese».
Lo dichiara il candidato sindaco civista sostenuto dal centrodestra Simone Di Ventura in riferimento agli ex dipendenti Attilio Palombi e Salvatore Valenti, il primo in pensione dal 2017, il secondo dal 2018, richiamati in servizio su una chiara indicazione della maggioranza di governo, espressa attraverso due distinte delibere di giunta, identiche nei contenuti.  «Entrambi gli atti sono stati costruiti richiamando la norma del 2012, rivista nel 2014 e nel 2015, che consente ai dirigenti in quiescenza di assumere incarichi nel ruolo per garantire continuità al servizio. Si dà il caso però – aggiunge Di Ventura – che i soggetti in questione fossero funzionari cui la legge non si sarebbe potuta applicare se non attraverso, appunto, una interpretazione estensiva della norma. Gli incarichi hanno poi una durata annuale e in nessun caso possono essere ampliati nel tempo. A maggior ragione, quindi, non si comprende la decisione di una proroga, concessa di recente e oltre i limiti di legge, chiaramente a copertura del periodo elettorale. Ma ad aggravare ancor di più i contorni di una faccenda davvero inquietante, c’è il fatto della candidatura di Palombi nella lista del Partito democratico. Mentre Valenti, tenendo famiglia, dalle stanze della segreteria sindacale, appoggia la figliola Marianna, anch’ella in corsa per uno scranno di consigliere coi democratici. Una situazione di grave illegittimità innanzitutto amministrativa che ho intenzione di sollevare presso gli organismi competenti. Anche la inopportunità politica gioca un suo ruolo, dal momento che gli altri candidati potrebbero trovarsi in una condizione di disparità rispetto alle dinamiche interne all’Ente locale, comunque la si veda un grave danno al regolare svolgimento della vita democratica. A dimostrazione che a Monterotondo continuano ad accadere cose straordinariamente gravi».