Auto e motori: Francesco, un centauro gentiluomo classe ‘54

22 / 05 / 2019
Nome: Francesco Di Battista classe 1954 pensionato

Francesco Di Battista, classe 1954 e origini abruzzesi, dopo aver trascorso l’infanzia e la giovinezza a San Donato Milanese si è trasferito a Monterotondo, dove risiede dal ’72. Neo pensionato, ad aprile con la quota 100 ha terminato 38 anni di carriera come responsabile sistemi informativi della rete Ford Italia. È felicemente sposato con Maryke, manager di origini olandesi, con cui ha una figlia di 25 anni, studentessa di Architettura. Si definisce una persona “dai contenuti semplici e legata alle tradizioni”, uomo coerente e tenace, generoso e disponibile, ma non fino al punto di tollerare gli arroganti e i maleducati. Quella per la moto non è la sua unica passione: Francesco si dedica al fai da te a 360° e alla fotografia, oltre a mantenersi in forma facendo attività fisica all’aria aperta (da giovane ha praticato pallavolo e atletica a livello agonistico). Ha saputo anticipare il progresso dei tempi moderni imparando precocemente l’inglese e appassionandosi alla tecnologia e all’informatica. Quando ascolta la musica degli anni 60 riaffiorano i bei ricordi legati a parte della sua giovinezza vissuta girando in autostop vari Paesi dell’ Europa, confrontandosi con realtà e culture diverse. Ai giovani di oggi è rivolto il suo desiderio, quello di “ assistere a un rinnovamento dell’Italia in generale che possa garantire loro un futuro migliore”.

Il gusto della libertà in sella alla sua cruiser da viaggio

Il suo aplomb da perfetto gentiluomo si nota anche in sella alla sua muscolosa cruiser da viaggio, una BMW R 1200 C tirata a lucido e sempre tenuta a puntino. Francesco Di Battista, 65 anni davvero ben portati anche grazie ad un passato da ex atleta, ci parla della sua passione per la moto con quell’accento milanese mai sfumato, nonostante i suoi 40 anni vissuti in provincia di Roma, precisamente a Monterotondo. Un amore, quello per le due ruote, vissuto in sintonia con il suo carattere razionale e preciso, senza mai perdere di vista le insidie della strada e con la consapevolezza che l’avanzare dell’età inevitabilmente affievolisce quello spirito spregiudicato che, in fondo, segna il dna di ogni rider.

Francesco, come nasce questa passione?

Avevo 13 anni quando ho iniziato ad appassionarmi quasi in modo naturale alle due ruote. Rubavo la moto a mio fratello che già lavorava, aprivo il faro della sua Guazzoni e la facevo partire…

Cosa rappresenta per lei la moto?

Sintomo di libertà. A velocità di crociera, osservando la natura attorno e i panorami che si stagliano davanti agli occhi, si apre la mente e riaffiorano anche i bei ricordi del passato.

Nel modo di gestire il veicolo e la strada, secondo lei, cosa toglie e cosa aggiunge l’avanzare dell’età?

Per quanto mi riguarda ha aggiunto più esperienza nella previsione dei pericoli, ma ha affievolito un po’ la prontezza dei riflessi cambiando inevitabilmente quello spirito d’azzardo che qualche anno fa era naturalmente più spiccato, anche se non sono mai stato un tipo spericolato. La velocità mi è sempre piaciuta viverla nel momento giusto.

Le piace anche occuparsi della parte meccanica della sua bellissima BMW?

Si, riservo un’attenzione a dir poco maniacale alla mia moto e mi cimento anche in veste di “tecnico”: la smonto da solo, installo accessori, intervenendo sul circuito elettrico e la manutenzione, ovviamente con il supporto dei manuali d’officina.

Secondo lei, qual è la regola numero uno del centauro?

Quella di tenere la propria moto sempre in ottime condizioni di marcia. Una moto poco sicura rende precaria l’incolumità del guidatore e non solo.

Significa che è sempre preciso con i controlli di routine?

Certamente, a parte i controlli prima di ogni uscita, alla pressione delle gomme, luci e freni, ogni anno effettuo il tagliando e tengo sempre sott’occhio il consumo limite delle pasticche freni. Nel caso delle moto, a mio avviso il risparmio non è consentito.

Da quanto possiede la sua BMW R 1200 C? E’ un gioiellino che si fa notare…

Sono passati dieci anni da quando l’ho comprata. E’ una cruiser dall’estetica accattivante che non sfugge alla vista della gente soprattutto quando ci si ferma in sosta per prendere un caffè. E comunque, a parte la bellezza estetica e la sua singolarità, questo modello offre una eccezionale comodità di guida una naturale predisposizione ai percorsi movimentati.

Vuol dire che le piacciono gli itinerari avventurosi?

Quando programmiamo le nostre uscite di gruppo, scegliamo sempre percorsi su strade secondarie che promettono divertenti curve e saliscendi. Sono percorsi collinari o di montagna dove le nostre moto per loro natura si comportano in modo egregio.

Quindi fa parte di un gruppo?

Esatto. Si chiama BMW Riders Roma Nord, abbiamo anche un profilo Facebook. Ci contraddistingue un simbolo con due ali e al centro un cerchio con scritto BMW. Lo stesso simbolo lo abbiamo sulle nostre giacche. Siamo 4 motociclisti con 4 moto uguali e un altro componente possiede sempre una BMW, ma un modello diverso.

Cosa le piace di più dei vostre uscite in moto?

Le nostre uscite sono quasi sempre escursionistiche alla scoperta di paesini sempre nuovi, alcuni persi nel verde delle colline e quasi dimenticati dove è facile incontrare persone anziane segnate dal tempo e dalla solitudine del luogo. Gente semplice, modesta e gentile, che spesso ci osserva e ci saluta quasi fossimo loro concittadini.

Immagino non mancheranno le soste per gustare le specialità del posto…

Senza dubbio! E’ sintomatico il fatto che dove vai mangi il piatto che trovi. Quindi cibo diverso e vino del luogo, anche questi sono elementi importanti di vita dei riders!

Prossima uscita?

A breve partirò per Fano (nelle Marche) per partecipare al motoraduno internazionale organizzato da BMW Cruise Club Italia. Dal 23 al 26 maggio saranno 4 giorni con diverse uscite tra cui il tour sulla strada panoramica del Monte Ardizio, e alle Grotte di Frasassi.

Adesso che è andato in pensione incrementerà i Km di viaggio della sua BMW?

Sicuramente la userò più di frequente anche per le vie della città e andrò più spesso a trovare mia madre che abita in Abruzzo, approfittando del bel tragitto offerto dalle strade di montagna che da Carsoli arrivano a Civitella Roveto. E’ un percorso che suggerisco ai colleghi centauri perché offre l’occasione di visitare Canistro , un incantevole borgo noto per le terme, la sua acqua oligominerale e per i castagneti da cui proviene la castagna Roscetta della valle Roveto (celebrata ogni anno nella famosissima sagra nell’ultima settimana di ottobre) il paese di Morino, famoso per la riserva naturale di Zompo lo Schioppo e per l’omonima cascata.

Un viaggio in moto, più impegnativo, che le piacerebbe fare in futuro?

Un’ escursione in Olanda, terra di origine di mia moglie, oppure il giro dei quattro passi sulle Alpi.