Terme – Botta e risposta tra Napoleoni e Proietti

07 / 06 / 2019

Ieri Andrea Napoleoni, Lega Tivoli, aveva diffuso questo comunicato:

COMUNICATO NAPOLEONI – “BOCCIATO IL RICORSO DEL COMUNE CONTRO LE TERME: IL FALLIMENTO DELLE TRATTATIVE VOLUTE DA PROIETTI CI COSTRINGERA’ A SBORSARE OLTRE 14 MILIONI DI EURO!

E’ stata pubblicata ieri la sentenza n. 3769/2019 della Corte di Appello di Roma (III sez.) sul procedimento 2838/2014 R.G. che conferma la validità del lodo arbitrale impugnato (c.d. lodo Ferraro) relativo alla efficacia dei patti parasociali e conseguente quantificazione del valore della quota del 36,55% in capo al socio privato in 14,3 milioni di euro.

Il Sindaco uscente, dopo aver rinnegato il programma elettorale del 2014, per 5 lunghissimi anni, ha trattato con il socio privato proponendo 10 ipotesi diverse di scissione (spendendo circa 100.000 di consulenze), una più fantasiosa dell’altra. Peraltro senza mai coinvolgere il Consiglio Comunale o la Città se non a cose fatte.

Lo avevo avvisato DECINE di volte (come dimostrano gli stenografici del Consiglio Comunale) che quelle trattative non avrebbero portato ad alcun risultato. I suoi capricci costeranno cari alla Città.

La questione delle Terme è stato il motivo principale del mio allontanamento dalla maggioranza. Sin dall’inizio l’atteggiamento del Sindaco mi è apparso molto ambiguo e sfuggente. Non ho mai condiviso le sue “trattative riservate” con il socio privato.

Ricordo ad esempio, lo STRANO rinnovo della sub-concessione mineraria che scadeva nel 2021, anticipato di due anni e mezzo e portato in Consiglio comunale, con pochi giorni di preavviso, il 6 AGOSTO del 2018, sempre con la scusa delle “trattative riservate” in corso. Era l’unico strumento di trattativa che il Comune possedeva e che Proietti ha voluto gettare al vento. Superficialità…o altro?

Ha dichiarato più volte in Consiglio Comunale che avrebbe reso pubblico il progetto di scissione inviato dal socio privato a luglio del 2018 ma ciò non è mai accaduto. Trasparenza ZERO!

La soluzione era indicata nel programma elettorale del 2014 che il Sindaco uscente ha volutamente disatteso dopo averlo firmato!

Ora, cari elettori, votatelo perchè è gentile, perchè sorride a tutti, perchè si ferma a salutare, perchè ha presenziato a 10.000 manifestazioni, però poi non vi lamentate se abbiamo servizi da terzo mondo o se paghiamo le tasse come allo Sceriffo di Nottingham!!!!

LA RISPOSTA DI PROIETTI – Oggi Giuseppe Proietti ha risposto:

“Leggo, non senza un moto semi-incredulità, un comunicato di Andrea Napoleoni che titola “Bocciato il ricorso del Comune contro le Terme: il fallimento delle trattative volute da Proietti ci costringerà a sborsare oltre 14 milioni di Euro, secondo la sentenza 3679/2019 della Corte di Appello di Roma pubblicata il 5 Giugno 2019”.
Evidentemente Andrea Napoleoni tenta di ignorare la verità: questa sentenza chiude un contenzioso, tra il Comune di Tivoli / socio pubblico al 60%, ed il socio privato al 40%, della società Acque Albule. Tale contenzioso è stato ufficialmente instaurato nel 2011, a seguito di una controversia nata tra Comune e Socio privato circa la conduzione della società stessa. E’ utile ricordare che sono stato eletto Sindaco nel 2014, tre anni dopo l’apertura del contenzioso giudiziario. Chi, invece, si assunse la responsabilità politica della nascita del contenzioso è il candidato Sindaco Vincenzo Tropiano, che nel 2011 era Assessore e componente della Giunta comunale di Tivoli, l’organo esecutivo dell’Amministrazione che governava allora la città ed alle cui decisioni oggetto dell’odierna. Ciò è stato confermato martedì scorso alle Scuderie Estensi, durante il confronto in tra i candidati in diretta streaming dallo stesso Vincenzo Tropiano, quando ha detto testualmente “Il Sindaco Proietti in Consiglio Comunale ha più volte dichiarato che probabilmente il Comune sarà parte soccombente in questa sentenza[…] mentre io (Tropiano) non credo che saremo soccombenti così sicuramente e comunque non per quella quota di 14 milioni. Ma qualora questo dovesse accadere allora la scissione tra i due soci sarebbe necessaria”.
Ancor più singolare che il candidato Tropiano consigli come soluzione, in caso di soccombenza, la scissione tra le due parti. Quella scissione tra parte pubblica e privata che, come lui dovrebbe sapere, è ancora in corso e vede già delineati molteplici ipotesi scissorie tra l’altro sottoposte più volte al Consiglio Comunale. Scissione sempre osteggiata dal suo attuale collega di partito Andrea Napoleoni.
Pertanto, solo in caso di conferma della sentenza della Corte d’Appello, valutata dall’avvocatura comunale l’opportunità di ricorrere in Cassazione, qualora Andrea Napoleoni, ritenesse necessario indicare un responsabile del danno alle casse comunali, saprà a chi ascrivere la responsabilità politica, sicuramente non a Giuseppe Proietti.

Riguardo al contenuto di merito del comunicato di Andrea Napoleoni, preciso ancora che:

– È falsa l’affermazione secondo la quale io avrei condotto “trattative private” con il socio privato. Le trattative sono sempre state condotte o dagli Avvocati e dagli esperti del Comune o da questi anche con la mia presenza. Non ho mai incontrato da solo il socio privato.
– È falsa l’affermazione secondo la quale il consiglio comunale “non è mai stato coinvolto nelle trattative tra il socio privato ed il comune in merito alle proposte di scissione dei beni della società Acque Albule”. In consiglio comunale, infatti, tale questione è stata illustrata ed aggiornata più volte, sia dal Sindaco che dagli esperti che per conto del comune hanno condotto le trattative con il socio privato.

Quanto ai “commenti” generici gettati qua e là fra le parole di Andrea Napoleoni, posso solo dire che sono proprie di un “mondo” fatto di allusioni e mezze parole, di intrighi e di accordi sottobanco, di passaggi da un partito all’altro a secondo del momento e delle convenienze personali. Un mondo simile a quello che Leonardo Sciascia diceva essere abitato non da uomini, ma mezz’uomini, ominicchi e quaquaraquà. Un mondo nel quale c’è chi si muove a proprio agio ma nel quale io non ho mai voluto metter piede”.