Tivoli – Il professore ruba in chiesa, a casa aveva 10 oggetti sacri

13 / 06 / 2019

I poliziotti sono risaliti a lui per alcune scritte lasciate addosso a un quadro. Una vera e propria firma d’autore. Così al termine di un’intensa attività investigativa è stato rintracciato e in casa gli sono stati scoperti svariati oggetti sacri e liturgici.
Per questo giovedì 6 giugno gli agenti della Squadra investigativa del Commissariato di Tivoli hanno denunciato per furto aggravato e ricettazione V. P., 64enne ex insegnante di Matematica presso un istituto tecnico della “Superba” già noto alle forze dell’ordine per danneggiamento e molestie. Nella sua abitazione gli inquirenti hanno rinvenuto e sequestrato oggetti e libri ecclesiali, tra cui un lezionario verde e un candelabro restituiti a don Krzyszto Mietki, detto padre Cristoforo, parroco della chiesa di San Bernardino da Siena a Braschi.
Mercoledì 5 giugno era stato proprio il sacerdote polacco a presentarsi al Commissariato di largo Salvo D’Acquisto per denunciare il furto scoperto nel pomeriggio del 18 maggio quando ignoti portarono via dal luogo di culto insieme al lezionario e ad un candelabro anche una stola e una tovaglia. Un furto che aveva suscitato clamore e sdegno tra la comunità e i fedeli della parrocchia.
Durante il sopralluogo in chiesa gli agenti hanno accertato che le telecamere non erano funzionanti, per cui sarebbe servito il “fiuto” per risalire all’autore.
Provvidenziale il ritrovamento all’interno di un confessionale di un quadro imbrattato con una scritta: un indizio che ha portato gli investigatori sulle tracce di V. P., un ex docente che già nel 2017 balzò agli onori della cronaca per esser stato beccato a scrivere insulti sui muri della scuola contro alunni e colleghi.
I poliziotti lo hanno cercato presso le fermate degli autobus, gli Ospedali e le strutture sanitarie del territori, nonché nei luoghi di ritrovo delle persone anziane. Al termine di un’attività investigativa l’uomo è stato rintracciato nei pressi della scalinata di viale Trieste e, messo alle strette, ha confessato.
A quel punto, è scattata la perquisizione domiciliare dove sono stati rinvenuti e sequestrati dieci oggetti tra cui un candelabro da altare, con base verosimilmente in argento, un pisside, una tovaglia ecclesiastica, due basi di candelabri verosimilmente in ottone, tre lezionari e due messali in lingua latina.
Tutti gli oggetti sacri sono sotto sequestro e custoditi presso il Commissariato per essere restituiti ai legittimi titolari.