Video Tivoli, 12 luglio – Manifestazione Cgil Cisl Uil dei lavoratori Asl Rm 5

12 / 07 / 2019

Nella mattinata di oggi, venerdì 12 luglio, i lavoratori della Asl Rm 5 hanno manifestato davanti la sede amministrativa di via Acquaregna per via della “Carenza del personale” che porta “I servizi al collasso”.

“I lavoratori sono allo stremo tanto che, nonostante i turni raddoppiati e i carichi di lavoro moltplicati, anche le ferie estive sono a rischio. L’organico della Roma 5 è del tutto insufficiente a coprire i livelli essenziali di assistenza e tre pazienti su quattro devono rivolgersi altrove” spiega Dimitri Cecchinelli, delegato aziendale della Cisl Fp, oggi in piazza insieme a Fp Cgil e Uil Fpln. E ancora: “L’emorragia è continua e nessuno la ferma: pensionamenti, uscite per quota100 e turnover bloccato hanno messo in crisi il sistema. Da qui al 2020, fra carenze e sostituzioni, il fabbisogno sarà di 150 infermieri, 80 Oss, 30 tecnici di riabilitazione, 28 di radiologia, 10 di laboratorio e 30 amministrativi. Quanto poi a smantellare l’azienda pezzo a pezzo, ci pensano amministrazione e politica: a partire da un atto aziendale che non riqualifica e non programma i percorsi di cura, che accorpa i presidi (da 5 a 2) e taglia risorse, che gerarchizza le funzioni e non valorizza le competenze, lasciando persino fuori i
lavoratori del comparto dall’accesso alla dirigenza. L’ultima trovata in ordine di tempo è la delibera che declassa i laboratori di analisi della Roma 5. Senza parlare poi della crescita esponenziale delle aggressioni ai danni del personale sanitario o di situazioni grottesche come i lavori di ammodernamento che attentano all’incolumità delle persone”.

“La situazione dell’Asl Roma 5 è drammatica”, rincara il segretario generale della Cisl Fp Lazio Roberto Chierchia. Continua: “Ormai solo l’impegno straordinario di infermieri, tecnici, ausiliari e amministrativi consente di tenere in piedi i servizi alle comunità. Ma ci stiamo dirigendo pericolosamente verso il precipizio a Tivoli, come in tanti altri territori”.

“C’è una distanza siderale tra la rappresentazione della politca e la realtà percepita da lavoratori e utenti -spiega Chierchia- La quotidianità del servizio sanitario è fatta di persone costrette a coprire i buchi nei reparti, di turni che si allungano e di tempi di assistenza ridotti all’osso, di diritti calpestati e di precarietà. Basti pensare che abbiamo perso 6mila lavoratori e altrettanti sono in uscita nei prossimi anni. Mentre i
concorsi procedono a macchia di leopardo e la reinternalizzazione di chi lavora tramite agenzia interinale o cooperativa in appalto da oltre un decennio è ancora al palo. E il prezzo lo pagano ogni giorno cittadini e lavoratori. Se vogliamo garantre ancora un sistema di salute per tutti, serve subito un piano straordinario di assunzioni che recuperi il gap dei post di lavoro persi negli anni di commissariamento, senza disperdere le
professionalità e l’esperienza del personale atipico che nello stesso periodo ha assicurato le attività assistenziali nella Regione Lazio”.
“Vogliamo risposte e le vogliamo subito – concludono Chierchia e Cecchinelli – Il commissario straordinario e la giunta Zingaretti devono fare molto di più. La mobilitazione dei lavoratori, con i cittadini, per una sanità che funzioni non si fermerà. La salute è un diritto che non si garantisce con gli annunci, ma solo investendo
in professionalità, in competenze e in innovazione tecnologica e organizzativa”.

Un estratto video della manifestazione di stamattina: