Alimentazione- Ecco perché mangiare il pesce fa bene

17 / 07 / 2019

Il pesce è un alimento unico dai valori nutritivi fondamentali per il nostro organismo “Considerate le proprietà nutrizionali del pesce, dovremmo consumarne almeno due porzioni a settimana, ognuna delle quali del peso di circa 150gr”.

  • E’ ricco di grassi insaturi Omega 3 : sono i grassi che il nostro corpo non è in grado di sintetizzare autonomamente e che quindi dobbiamo assumere attraverso gli alimenti. Queste sostanze hanno il potere di abbassare i trigliceridi, rendendo il sangue più fluido e riducendo così il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari e aritmie; abbassano il colesterolo “cattivo” a favore di quello “buono”. In più, migliorano l’attività cerebrale, riducendo il rischio di tipiche patologie dell’età senile come il morbo di Alzheimer, la mobilità delle articolazioni, rafforzano il sistema immunitario e contrastano le malattie cutanee.
  • Contiene anche buone quantità di proteine di elevato valore biologico, del tutto comparabili con quelle della carne. Quindi abbinati alla giusta quantità di carboidrati, frutta e verdura, vanno a completare il pasto .
  • E’ un’ una ottima fonte di ferro, zinco, iodio, vitamine del gruppo B , di calcio e di vitamina D che a sua volta favorisce l’assorbimento stesso del calcio e i processi di mineralizzazione ossea .

Quali specie ittiche preferire ?

Nel consumo settimanale, almeno una porzione deve essere rappresentata dal pesce azzurro che presenta il più alto contenuto di Omega 3. Le specie da prediligere sono quelle di piccola o media taglia come ad esempio alici, sgombro, aguglie, sardine, pesce sciabola etc. (il salmone non fa parte della specie azzurra ma vi s’include per il fatto d’esser ricco di omega3). Nelle carni dei pesci di grandi dimensioni e con un ciclo di vita relativamente lungo tendono infatti ad accumularsi inquinanti ambientali, primi fra tutti metalli pesanti come il mercurio, che ha effetti tossici sul sistema nervoso, in particolare negli stadi precoci del suo sviluppo.  I pesci liberi hanno una quantità superiore di elementi nutritivi per via del cibo di cui si nutrono in mare, plancton o di altri pesci, che contengono a loro volta Omega-3. Dal momento che i pesci di allevamento vengono nutriti con mangimi industriali, la presenza di Omega 3 non è inesistente, ma varia a seconda dei mangimi utilizzati”. Un cenno merita il consumo di crostacei che va limitato da parte di chi soffre di colesterolomia.

L’importanza del metodo di cottura – Per non compromettere i contenuti di vitamine e acidi grassi è molto meglio cucinare il pesce per tempi brevi e senza raggiungere temperature troppo alte (come invece avviene nella frittura): in questo modo si riducono i rischi che potrebbero derivare dal consumo a crudo, si mantiene più sapore e soprattutto si fa il pieno dei preziosi nutrienti, primi fra tutti gli omega-3