Capena, domenica 28 luglio la festa della trebbiatura

La mietitura: il periodo più atteso dell’anno. Quello in cui il duro lavoro veniva ripagato con la mietitura del grano che doveva servire per il sostentamento della famiglia in quanto diventava farina, per l’alimentazione degli animali da cortile, e come seme da usare per l’inverno successivo. Il grano veniva tagliato manualmente e raccolto in “gregne” che poi venivano accatastate in covoni pronti per essere entrare nella trebbiatrice. I covoni stazionavano nell’Ara e la trebbiatrice veniva spostata verso l’uno o l’altro covone a mezzo di buoi. Con la II Festa Della Trebbiatura si rievoca questo momento tanto atteso quanto faticoso. Durante l’evento il grano verrà macinato in tempo reale e i presenti riceveranno in omaggio la farina ricavata.

Questo è il testo ricevuto da Matilde Di Pietro che cura le pubbliche relazioni della Azienda Agricola Antica Macina, del fratello Umberto Di Pietro. Da sempre la famiglia Di Pietro, è impegnata nel settore agricolo. Pur colpiti da un gravissimo lutto familiare, che li ha privati del capofamiglia, hanno resistito ai momenti peggiori come spesso capita in queste difficili situazioni. Non si sono persi d’animo, ed insieme alla mamma Augusta, che ha tenuto salde le redini, hanno costruito passo dopo passo una realtà che ora è una vera eccellenza del nostro territorio. Quella che sta avvenendo è una vera e propria rivoluzione culturale. Anche a Capena, Il km zero, il pensa globale mangia locale, la riscoperta delle semenze autoctone, le coltivazioni biologiche, reali e non fittizie, si stanno finalmente ricavando uno spazio vitale. Un duro lavoro quello di Umberto, che si alza quando il gallo ancora dorme, e va a riposare, quando è preso dallo sfinimento talvolta. Tante invenzioni, tra le quali spiccano le oramai famose Farine di Umberto che hanno anche varcato i confini nazionali, poi le patate, le lenticchie, il farro, per non parlare ovviamente dell’olio extra vergine di oliva, essendo l’Antica Macina, nata appunto come frantoio, che oramai è un punto di riferimento dell’area Tiberina e Sabina. Tanto impegno, serio, scrupoloso con una attività di studio e ricerca ed aggiornamento all’avanguardia, deve necessariamente essere premiato, perché è la nostra salute a guadagnarci. Gli italiani, si stanno forse destando da un lungo oblio , e si sono accorti che il frenetico sviluppo industriale post bellico, ha visto la filiera alimentare inondata da prodotti, la cui qualità è andata via via scemando. Ovviamente come sempre, i frutti preziosi che la madre terra, quando trattata con rispetto, offre, rientrano in un discorso più ampio: quello della tradizione mediterranea, unica al mondo, tutelata dall’Unesco, e quindi un fatto squisitamente culturale, sociale, antropologico. Sta a noi, la scelta, non abbiamo più alibi, tutto questo deve diventare, anzi ridiventare anche un fattore di volano economico. Domenica 28 luglio, quindi tutti alla seconda edizione della Trebbiatura di Capena, come da indicazione nella locandina. Da sottolineare inoltre, come Umberto e Co, sappiano coinvolgere anche le altre realtà agricole locali, che hanno gli stessi metodi di coltivazione, total bio, ed obiettivi simili. Un intelligente lavoro di squadra, che mettendo da parte anacronistiche competizioni, darà di sicuro dei vantaggi a produttori e consumatori.  A completare il team a conduzione familiare, c’è Rita, che in quel tragico giorno di tanti fà, era poco più di un bellissimo pulcino.